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Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus
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Calce e operai gratis così rinascono le case degli indigenti

Accordo tra Leroy Merlin e il centro Padre Nostro per ristrutturare gli alloggi più diroccati di Brancaccio

data articolo 12/01/2017 autore La Repubblica categoria articolo RASSEGNA
 
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Calce e operai gratis così rinascono le case degli indigenti
I carpentieri volontari con la donna che risiede nell'appartamento di Brancaccio in ristrutturazione. Sono almeno un centinaio le abitazioni del quartiere che hanno bisogno di essere restaurate

In un appartamento di due stanze, al piano terra di via Brancaccio vivono in otto con te bambini. La nonna con i due figlie le nuore e i tre nipotini, di 14, 11 e 5 anni. Una casa umida con le pareti scrostate e il tetto crollato per il peso delle infiltrazioni d’acqua che adesso tornerà a essere accogliente grazie all'impegno dei dipendenti di Leroy Merlin (mega store di prodotti per ristrutturare le case) a prezzo di costo e l’azienda a sua volta mette a disposizione la manodopera. Sessanta persone tra dipendenti e operai di altre ditte che collaborano con Leroy Merlin, infatti, hanno messo a disposizione quattro ore di volontariato a testa per effettuare i lavori. Anche fra i volontari del centro c'è una sorta di gara per farsi avanti.
Tutti vogliono contribuire in qualche modo. Dopo la casa di via Brancaccio ne saranno ristrutturate altre tre. Una sempre di Brancaccio, una allo Sperone, e un'altra in corso dei Mille. Anche se sono almeno un centinaio le abitazioni della zona che richiedono interventi urgenti. Anche dal condominio di via Hazon, dove è cominciato il sogno di Padre Puglisi per il riscatto  del quartiere, arrivano richieste di aiuto per rimettere in piedi le case popolari in cattive condizioni. Si tratta quasi sempre di piccoli appartamenti ridotti male.
Spesso un ambiente unico in cui vivono famiglie numerose.  "È crollato il tetto sulle nostre teste da un momento  all’altro – dice Antonio Ingrassia che vive nella casa di Brancaccio in cui sono partiti i lavori - per fortuna nessuno si è fatto male, e i bambini respirano ogni giorno aria umida, siamo pure senza riscaldamenti. Per fortuna sono arrivati questi angeli a salvarci". I lavori andranno avanti almeno per un paio di settimane.
"Il progetto Agorà dell’Abitare - dice Maurizio Artale,presidente del centro Padre Nostro- risponde proprio allo spirito di Puglisi: se ognuno fa qualcosa. Stiamo dando il nostro piccolo contributo per rendere migliore la vita di queste persone, puntando anche sul loro coinvolgimento. Gli stessi residenti, infatti aiutano nell’avanzamento dei lavori, in modo da andare più spediti".
Per ogni casa, fra i materiali e manodopera, il costo è di circa duemila euro. E il centro sta cercando  di trovare altre risorse per intervenire su un maggior numero di case. Si attinge dalle donazioni e dalle offerte di qualche cittadino generoso. «L'intonaco è molto umido - dicono Antonio Storella e Giusy Ferrara dipendenti del Leroy Merlin di viale Regione Siciliana – Bisogna dare una verniciata a tutte le pareti. C’è un bel po di lavoro da fare, ma siamo qui per questo e metteremo a disposizione il nostro  tempo finché non avremo finito». Il rapporto fra il Centro di Accoglienza Padre Nostro di Brancaccio e Leroy Merlin è iniziato lo scorso ottobre con la ristrutturazione della sede  di via San Ciro.
In quell’occasione l’azienda mise a disposizione sia i materiali che la manodopera.
«Fare  beneficienza può essere fine a se stesso – dice Sonia Antonicelli, direttrice del Palermo Leroy Merlin Forum – con questa formula, invece abbiamo coinvolto davvero tutti e abbiamo creato una vera rete di solidarietà. I nostri dipendenti sono coinvolti e sono loro stessi a proporsi e il prossimo passo sarà coinvolgere i clienti in progetti come questo».
Venerdì prossimo, in via San Ciro sarà inaugurato l’emporio della solidarietà.
«L'idea - dice Domenico De Lisi assistente sociale volontario del Centro Padre Nostro – è quella di mettere a disposizione della gente  della zona  tutti gli strumenti per fare lavoretti in casa. Trapani, scale  vernici. Adesso le persone avranno un posto in cui possono prendere in prestito tutto questo e poi restituirlo».  Intanto, però, vanno avanti i lavori nelle case. Perché Antonella Ingrassia vuole ripristinare al più presto la stanza dei suoi nipoti. E ci sono alle famiglie della zona che attendono. Soprattutto in questi giorni di freddo, in alcuni appartamenti  l’umidità non è più sostenibile.
«Al momento- racconta la Ingrassia - dormiamo tutti in una stanza, perché le altre sono inagibili. Qui abbiamo  bisogno di tutto non abbiamo neppure il frigorifero. Ma già avere una casa pulita e sistemata è una vera fortuna».

di Claudia Brunetto

Fonte: La Repubblica

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