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Dallo Zen all'albergheria quelle biblioteche nate dai regali della gente

Viaggio negli spazi per la lettura creati nelle borgate dallo sforzo di volontari e libro dopo libro dalle donazioni dei cittadini. "Cosě si combatte la dispersione scolastica"

data articolo 30/03/2017 autore La Repubblica categoria articolo RASSEGNA
 
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Dallo Zen all'albergheria quelle biblioteche nate dai regali della gente
Dallo Zen all'albergheria quelle biblioteche nate dai regali della gente

I libri sono arrivati da tutta Italia. E in un anno hanno raggiunto quota duemila. Adesso a leggerli saranno i bambini e i ragazzi dello Zen 2 nella biblioteca  Giufà di via Girandengo che apre per la prima volta i battenti oggi pomeriggio. Tanti sono stati donati dai cittadini, altri sono stati acquistati con il contributo della chiesa valdese. «Leggere fin da piccoli può fare la differenza – dice Mariangela Di Ganci, presidente dell’associazione Laboratorio Zen Insieme che gestisce il Punto Luce di Save the children dove si trova la biblioteca – è questa la sfida che lanciamo allo Zen. Avvicinare i bambini al mondo dei libri e aprirci al quartiere, provando a richiamare lettori anche dal resto della città».
La biblioteca dello Zen 2 è nata con il contributo di tutti. A poco a poco. Libro dopo libro. «E’ suddivisa per età – dice la bibliotecaria Valentina Morici – ci sono testi dedicati ai piccolissimi di pochi anni e un’altra area per gli adulti. La gente l’ha costruita insieme a noi». E sono tanti, nelle periferie e nel centro storico, gli spazi dove la resistenza sul territorio passa attraverso i libri e la cultura. Dove leggere una favola dall’inizio alla fine ha il sapore di una vittoria.
Da una parte i volontari che gestiscono le biblioteche di quartiere e dall’altro tanti cittadini pronti a donare i libri. E’così nella biblioteca di Arciragazzi in piazza Santa Cristina a Borgo Nuovo, dove ci sono 200 libri che salvano i giovanissimi della zona dalla dispersione scolastica. Sono un’ottantina, fra i sei e i tredici anni, quelli che bazzicano l’ ogni giorno. C’è la ludoteca con i libri, ma ci sono anche tante altre attività legate alla lettura. «Recentemente – dice Danila Taccone di Arciragazzi – abbiamo letto “Peter Pan” e i bambini erano contentissimi. Il contesto non è facile, tenere i bimbi  attorno ai libri è una sfida grandissima. Ma ogni volta che riusciamo è una grande soddisfazione».
Leggono favole e fumetti, ma anche i classici di Luigi Pirandello e Giovanni Verga. Anche i ragazzi del Teatro Mediterraneo occupato all’interno della Fiera vogliono fare la stessa scommessa con la loro biblioteca che conta tremila volumi, frutto di donazioni a cominciare dai fumetti di “Altroquando”, la storica libreria di corso Vittorio Emanuele che ha chiuso qualche anno fa. Non solo fumetti, ma anche Sciascia e Calvino.
A Brancaccio, nelle tre biblioteche  del centro Padre Nostro che contano mille libri, i ragazzi, invece, preferiscono i romanzi del palermitano Alessandro D’Avenia. «Hanno letto diversi testi di D’Avenia – dice Rosalba Razzano che coordina le biblioteche di Brancaccio – Ma pure gialli e romanzi. Abbiamo anche dei libri appartenuti al beato Pino Puglisi. Dalla lettura siamo arrivati anche alla recensione dei testi, alcuni ragazzi hanno cominciato a fare anche la critica di quello che leggono con una certa passione». E dopo aver letto “ La giara” di Pirandello, i ragazzi di Brancaccio, hanno deciso di mettere in scena il testo. «Una bellissima esperienza – dice Razzano – che li ha tenuti incollati al testo per lungo tempo». Un po’ come accade nella biblioteca delle Balate all’Albergheria dove i bambini del centro storico si sono appassionati a Gianni Rodari e alle sue “Favole al telefono”.
Alle Balate ci sono oltre settemila libri arrivati nel tempo. « Le scuole del quartiere e gli studiosi hanno fatto diverse donazioni – dice Antonella Tirrito, responsabile delle Balate – Leggiamo Rodari, ma anche libri d’arte e novelle. Dopo aver conquistato i bambini cerchiamo di coinvolgere anche gli adulti. E’ un circolo virtuoso». Ogni giorno alle Balate arrivano cinquanta bambini, appena finiscono le lezioni a scuola. «Alcuni stanno crescendo qui – dice Tirrito – Vederli tornare giorno dopo giorno è il nostro più grande successo».
Lo sa bene Natale Pomo che l’avventura della biblioteca di quartiere  l’ha cominciata nel 1992 a Boccadifalco. In una borgata di periferia dove ancora oggi non c’è nulla. Adesso il tesoretto di tremila libri si trova in un appartamento di via San Martino, sempre a Boccadifalco. Con Pomo ci sono una ventina di volontari che di pomeriggio danno in prestito i libri alla gente del quartiere.
«Quando abbiamo cominciato – dice Pomo – abbiamo scritto a tutte le case editrici che hanno risposto donandoci libri di ogni tipo. Siamo nati nel 1992 e abbiamo puntato sui libri di mafia e impegno sociale. Oggi più di allora a Boccadifalco ha senso coltivare la lettura».

Claudia Brunetto

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