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Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus
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Al Centro «Padre Nostro» la Commissione per le periferie

L’incontro. Le realtà associative del quartiere hanno chiesto ai parlamentari di sollecitare il governo affinché sostenga il progetto di riqualificazione della zona

data articolo 25/07/2017 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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L'intervento di Maurizio Artale al Centro Padre Nostro
L'intervento di Maurizio Artale al Centro Padre Nostro

«A Brancaccio la mafia continua ad essere forte. Per questo chiediamo alle istituzioni maggiore attenzione e soprattutto opportunità lavorative che evitino pericolose devianze sociali». Non si perde in giri di parole Maurizio Artale, presidente del centro d’accoglienza «Padre Nostro», davanti la commissione parlamentare d’inchiesta sul degrado delle periferie, guidata dal presidente Andrea Causin. Che ieri pomeriggio ha fatto tappa, dopo aver visitato Villabate e Casteldaccia, a Brancaccio per saggiare i problemi e lo stato d’abbandono del quartiere, in una tre giorni siciliana che si concluderà oggi.
Artale, insieme al presidente della seconda circoscrizione Mario Greco e ad altri esponenti delle realtà associative del quartiere, ha chiesto di «sollecitare il governo affinchè sostenga il progetto Brancaccio 2.0 che punta ad una riqualificazione e valorizzazione dei siti presenti all’interno della seconda circoscrizione del comune di Palermo».
Le copie del progetto, tre anni fa, sono state consegnate , dalla mano dei fratelli di padre Pino Puglisi, alle più importanti cariche istituzionali tra cui l’ex premier Matteo Renzi. Da allora niente è cambiato e quei documenti sono lettera morta. Così riqualificazione urbana, ambientale ma soprattutto sociale, sono temi, purtroppo, mai passati di moda. E sui quali la commissione ha puntato la propria lente d’ingrandimento. Per Don Maurizio Francoforte parroco della chiesa di San Gaetano, «la periferia è un fatto culturale perché non tutto si può cambiare con una legge. Dobbiamo stigmatizzare l’idea della periferia come sgabbuzzino della città». «Periferie delle quali - continua - i nostri ragazzi scappano, perché non c’è futuro, bellezza». Futuro che passa dalle risorse finanziarie, da quel «piano Marshall» per le periferie che il presidente Causin reputa «fondamentale perché le risorse stanziate nel bando da 18 milioni di euro non possono dare una risposta a tutto». Nella prossima legge di stabilità - prosegue - si dovranno prevedere risposte concrete. E se all’origine dei problemi delle periferie c’è il fenomeno criminale, Causin imputa alla burocrazia «la troppa lentezza in quelle procedure che devono essere semplificate. È inaccettabile - aggiunge - che in cinque anni non si provveda al rimodernamento di opere infrastrutturali in completo abbandono, come quello che abbiamo visto a Casteldaccia». Oggi alle 11.30 la commissione si riunirà in prefettura dove incontrerà le massime cariche istituzionali di Palermo. Mentre alle 16.30, sempre in prefettura è previsto un incontro con la stampa.

di Giorgio Mannino

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