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Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS
Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

A Palermo, nel centro di don Puglisi: al via uno scambio di educatori

Pubblicato da Fondazione Arché

data articolo 29/03/2018 autore Fondazione Archè categoria articolo ARTICOLI
 
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A Palermo, nel centro di don Puglisi: al via uno scambio di educatori

Ai due lati opposti dell’Italia. Per fare la stessa cosa: aiutare le mamme in difficoltà, e aiutarle con i loro bambini. È così che è nata un’amicizia: quella tra Arché Onlus e il Centro di Accoglienza Padre Nostro di Palermo. Un’amicizia che, dopo il protocollo d’intesa firmato lo scorso maggio, adesso fa un passo in più: ad aprile infatti ci sarà uno scambio tra educatori.

Roberta Sabbatini è l’educatrice di Arché che andrà nella struttura siciliana: nello stesso periodo, un educatore del Centro Padre Nostro di Palermo verrà a Milano. «Si tratta di un periodo di quindici giorni per scambiarsi buone pratiche, conoscersi meglio, imparare l’uno dall’altro», ha spiegato padre Giuseppe Bettoni, fondatore e presidente di Arché.

Il Centro di Accoglienza Padre Nostro è una Onlus nata nel 1991 nel quartiere Brancaccio di Palermo. La sua identità e la sua storia sono fortemente legate alla memoria del suo fondatore, Don Giuseppe Puglisi, che venne ucciso dalla mafia nel 1993, nello stesso quartiere.

Padre Pino Puglisi è una delle figure più importanti della lotta alla mafia in Sicilia degli ultimi vent’anni: si è impegnato in una infaticabile azione pastorale e pedagogica, portata avanti insieme ai volontari del Centro, nel recupero dei minori e degli adolescenti costantemente sottoposti al rischio di emarginazione e di reclutamento da parte della criminalità organizzata. Il suo impegno concreto dalla parte dei giovani e dei più deboli e l’appoggio senza riserve a progetti di riscatto provenienti da cittadini onesti, sono la testimonianza di un desiderio di cambiamento, che lo porterà ad andare incontro alla morte per mano della mafia. Dopo la sua scomparsa, il Centro ha continuato ad ispirarsi, nel contenuto, negli scopi e nel metodo di lavoro al suo insegnamento. Oggi l’Associazione continua ad operare a favore delle fasce più deboli.

«Condividiamo un impegno comune – ha aggiunto padre Giuseppe Bettoni – e ora vogliamo stringere di più la nostra amicizia con uno scambio di buone pratiche. Sono tante le cose su cui confrontarsi: c’è il tema del mondo del lavoro, dei rapporti con le istituzioni, ci sono contesti diversi. Sarà interessante e utile per imparare tante cose».

Roberta Sabbatini, intanto, si prepara a partire. 33 anni, milanese, sarà lei ad entrare nel team siciliano della comunità di accoglienza mamma e bambino dal 23 aprile al 4 maggio prossimi. «Ho dato la mia disponibilità a questa esperienza perché mi sembrava utile e bella, e sono contenta che Arché mi abbia scelto – racconta – potrò conoscere una realtà diversa che opera in un contesto molto diverso dal nostro”. Il suo lavoro di educatrice la appassiona per molti motivi: “Dare una mano è sempre stato naturale per me – confessa – ho fatto molto volontariato in passato, mi piace il contatto con le persone e trovo che ci sia una grande gioia nell’accompagnare un nucleo familiare in difficoltà e vederlo crescere in positivo. Mi piace anche l’aspetto multiculturale di questo lavoro e, riguardo all’esperienza che mi accingo a fare, sono curiosa di lavorare dentro una nuova équipe per apprendere operatività diverse».

Fonte: Fondazione Arché

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