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Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS
Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

Inaugurata la piscina del Centro Padre Nostro per i bambini di Brancaccio

Maurizio Artale: "In sinergia con le istituzioni e soprattutto le scuole, dove c'è un'intesa forte sui i valori etici più alti da portare avanti insieme"

data articolo 02/07/2018 autore Redattore Sociale categoria articolo RASSEGNA
 
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PALERMO - Con tanta gioia moltissimi bambini accompagnati dalle famiglie di Brancaccio, il quartiere popolare ad alta densità mafiosa dove operò e morì don Pino Puglisi, si sono potuti tuffare nella nuova piscina inaugurata ieri dal Centro di Accoglienza Padre Nostro all'interno del suo spazio sportivo polivalente. Un’opera che rientra nell'ambito del progetto "Lo sport nello zaino", promosso dalla direzione didattica statale "Francesco Orestano" con finanziamenti del MIUR, in partnership con il Centro di Accoglienza Padre Nostro e il Circolo Acli "Padre Pino Puglisi".

La struttura va a completare i servizi sportivi già esistenti nel centro sportivo polivalente avviando tutta l'attività estiva rivolta ai bambini del quartiere. L'evento, inoltre, è stato inserito nelle iniziative in ricordo del XXV anniversario del martirio del Beato Giuseppe Puglisi che avranno la loro giornata più importante il prossimo 15 settembre con la visita di Papa Francesco.
All'inaugurazione oltre al presidente Maurizio Artale hanno partecipato la preside della scuola Orestano Palma Sicuro, il consigliere comunale Sandro Terrani e l'assessore regionale all'istruzione e formazione professionale Roberto Lagalla.
In particolare, i protagonisti della manifestazione inaugurale sono stati soprattutto i bambini di Brancaccio, le loro famiglie e gli alunni e gli insegnanti della Direzione Didattica Statale "Francesco Orestano".

"E' un giorno spettacolare - dice emozionato Toni Ventimiglia, giovane padre di 4 bambini che nella vita fa il pizzaiolo - per la meravigliosa accoglienza al centro dei tanti bambini che sono davvero felici di giocare e nuotare in acqua. Brancaccio si può salvare soltanto dalle persone che credono in un futuro diverso che parte anche dal nostro impegno di famiglie. Al sindaco Orlando chiedo anche che possa pensare a dei progetti di lavoro che aiuterebbero tantissimi ragazzi a non perdersi per la strada". Tra i ragazzi che sono cresciuti a Brancaccio e che oggi sono diventati con orgoglio volontari c'è Mirco di 17 anni, unico maschio di 5 figli con papà muratore e mamma casalinga che studia all'istituto Tecnico industriale A. Volta. "Sono al centro da quando ero bambino - racconta Mirco - e oggi, grazie all'aiuto che mi ha dato il centro, sono diventato un volontario per i più piccoli. Grazie al centro Padre Nostro nel quartiere si respira un'aria completamente diversa e lo dimostrano i volti gioiosi di questi bambini che prima giocavano in strada. La mafia si combatte a partire dai servizi che ci aiutano a capire le regole per crescere in maniera diversa. La speranza parte quindi da un percorso di legalità e dai servizi che devono funzionare bene. Certo il quartiere ha ancora gravi problemi che si spera vengano risolti come la mancanza dell'illuminazione pubblica con tutti i pericoli del caso e l'accumulo dei rifiuti che vengono presi in ritardo che per necessità in estate alcuni sono costretti a bruciare".

Un volontario storico del centro dal 1991 è, invece, Mimmo De Lisi che conobbe p. Puglisi e oggi è anche assistente sociale. "Ho avuto la fortuna di essere testimone diretto dei cambiamenti significativi che sono avvenuti a Brancaccio - sottolinea Mimmo De Lisi -. Nel quartiere mancava tutto e Padre Puglisi ci ha dato lo stimolo per operare con spirito d'amore e di sacrificio per realizzare tutte queste opere. Rispetto ai bisogni che ci sono l'azione pedagogica va accresciuta sempre di più per cercare di contenere sempre di più soprattutto la dispersione scolastica. Oggi siamo davanti a tanti semi che sono diventate delle piante che stanno crescendo facendo prendere sempre più consapevolezza agli abitanti del senso di appartenenza e di valorizzazione del loro quartiere. Qui Nel quartiere la povertà resta comunque il disagio più forte perché è proprio la mancanza di lavoro che genera in alcune famiglie tanti altri problemi. Adesso aspettiamo con trepidazione la visita di Papa Francesco che per noi sarà un momento unico e straordinario".

"Tutto quello che in 25 anni è stato realizzato dal centro - afferma con soddisfazione Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro - ha cambiato a poco a poco il volto di Brancaccio. Il nostro fondatore, beato p. Pino Puglisi, cercò di coniugare il senso dello Stato e della legalità con il senso dell'appartenenza religiosa. E' questo è quello che noi stiamo cercando di trasmettere a tutti questi ragazzi e bambini che frequentano il centro. La cosa bella è quella di vedere soprattutto mamme volontarie che sono state bambine seguite dal centro che con grande spirito di servizio si dedicano oggi ai più piccoli. Quello di oggi è un esempio concreto di come, nonostante tutte le difficoltà, si può davvero lavorare in sinergia con alcune istituzioni e soprattutto con le scuole dove c'è un'intesa forte sui i valori etici più alti da portare avanti insieme. La piscina è nata come una necessità per i bambini che durante il Grest, nelle ore più calde, rinfrescavamo bagnandoli con la pompa dell'acqua. Le famiglie nel tempo si sono innamorate di questo luogo che viene mantenuto con grande senso della responsabilità da sei detenuti in esecuzione penale esterna ed ex Pip".

"Grazie al prefetto Antonella De Miro che ha convocato un tavolo interistituzionale dedicato a Brancaccio - aggiunge ancora Maurizio Artale - ci si è confrontati sulle opere da realizzare come segni concreti in occasione del XXV anniversario della morte di p. Puglisi. Presto, infatti, si realizzerà pure una piazza a Brancaccio, un asilo nido che era un altro grande desiderio di p. Pino Puglisi e la Cittadella del fanciullo da realizzare in un bene confiscato alla mafia. Un altro scoglio forte resta comunque quello di puntare allo snellimento della burocrazia che in alcuni casi dipende esclusivamente da un impegno maggiore che devono avere molti funzionari".

(Serena Termini)

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