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L’arte di far crescere talenti al centro Padre Nostro di Brancaccio

Articolo di Avvenire

data articolo 13/10/2018 autore Avvenire categoria articolo RASSEGNA
 
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L’arte di far crescere talenti al centro Padre Nostro di Brancaccio
I ragazzi di Brancaccio con i giocatori del Palermo

Grande festa ieri per i ragazzi del centro di accoglienza Padre Nostro del quartiere Brancaccio, fondato dal Beato Pino Puglisi, che hanno incontrato i loro beniamini del Palermo calcio, per una giornata all’insegna dello sport e dei valori organizzata da Sky Arte Festival che si è aperto ieri a Palermo. Presso il centro polivalente sportivo “Beato Giuseppe Puglisi e Padre Massimiliano Kolbe” decine di bambini e bambine in maglietta e scarpine chiodate, accompagnati dai loro genitori, hanno assistito al dibattito loro dedicato “L’Arte di far crescere i talenti, che vedeva protagonisti i giornalisti sportivi di Sky Sport Gianluca di Marzo e Dario Massara, palermitano intervistati da Alessandra Turrisi (l’incontro è stato registrato da Sky). «Anche la televisione ha le sue responsabilità nel mostrare certe immagini sportive ai bambini che poi imitano », hanno detto parlando dei valori dello sport e ribadendo: « Ce ne fossero in Italia di centri come questo».
Ma è stato l’arrivo dei loro beniamini, i quattro titolari del Palermo Calcio – Simone Lofaso, Antonio Mazzotta, Luca Fiordilino e Andrea Accardi (accompagnati dai giovani allievi della scuola calcio del Palermo) – a scatenare le domande dei ragazzini, da quelli della scuola elementare Francesco Orestano a quelli delle superiori, curiosi di sapere cosa di prova ad essere calciatori, quanto ci si allena, quali emozioni provano. «Quanto sono cambiate le vostre vite?», domanda timida la piccola Michelle, che tifa Palermo ma studia danza e sogna di fare la ballerina. Tutti sono emozionati al momento di farsi la ballerina. Tutti sono emozionati al momento di farsi fotografare insieme nel lindo campetto di calcio del Centro, prima di allenarsi davanti ai loro idoli. «A noi il calcio piace perché ci fa passare il tempo», spiega Thomas, 15 anni, studente delle superiori in uno degli istituti superiori creati nelle palazzine di Brancaccio confiscate alla mafia che si intravedono al di là della rete del campo. Mentre i suoi amici Gaetano, 14 anni portiere e studente all’alberghiero, e Rosario, 18, che studia diritto, sognano di fare i calciatori ma ammettono: « La bellezza di giocare a calcio è poter stare insieme, e qui si sta bene. Oggi però abbiamo un po’ di ansia perché ci vedono i giocatori veri». Ma bastano i primi calci al pallone in un pomeriggio di sole, per dimenticare la tensione. Assennati, i quattro calciatori professionisti, tutti palermitani, hanno invitato a tenere i piedi per terra, ad essere sempre corretti e a tenersi ancorati al valore della famiglia. « Io sono cresciuto in un quartiere difficile a pochi passi da qui – racconta ad “Avvenire” Antonio Mazzotta -. Ho cominciato a giocare in mezzo alla strada e ringrazio la mia famiglia che mi ha sempre tenuto d’occhio. E ringrazio anche don Puglisi. Avevo quattro anni quando la mafia lo ha ucciso: lui ha dato la vita per proteggere i bambini e dare una educazione ai ragazzi. Il suo esempio non è importante solo per Palermo, ma per tutti».
«Da quando abbiamo inaugurato nel 2011 questo centro passano di qui centinaia di ragazzi ogni pomeriggio. Hanno un luogo protetto dove poter giocare in un contesto difficile come quello di questo quartiere, imparando anche a seguire le regole», conferma Maria Pia Avara, vice presidente del Centro Padre Nostro. «Un quartiere povero non solo economicamente ma anche culturalmente, in cui lo sport e la bellezza sono necessari», ha concluso. Ed è proprio la bellezza e l’arte come rigenerazione al centro del Festival Sky Arte, organizzato alla piattaforma televisiva e inaugurato ieri mattina dal sindaco Leoluca Orlando e dal direttore di Sky Arte Roberto Pisoni, che porta oggi e domani a Palermo, capitale italiana della cultura 2018, dibattiti e incontri e iniziative ambientali e sociali.

Angela Calvini

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