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Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS
Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

La lezione di Don Pino a Milano

Il Centro Padre Nostro lavora con la Fondazione Archč. Scambio di esperienze per aiutare i pił piccoli. Le minacce al presidente Artale non fermano i progetti

data articolo 19/02/2019 autore Corriere della Sera categoria articolo RASSEGNA
 
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Palazzi distrutti, vecchie stalle diventate abitazioni, assenza di servizi, frequente mancanza d’acqua, uomini con lavori precari, violenza, illegalità, povertà culturale e materiale. Non è lo scenario di un film, ma la realtà di una zona degradata di Palermo: il quartiere Brancaccio. Qui padre Pino Puglisi, detto «3P», decise di liberare le coscienze dei giovani dall’oppressione della mafia offrendo loro una possibilità di vita diversa attraverso l’istruzione e l’autonomia. E’ stato per me emozionante ripercorrere quelle strade, quei marciapiedi dove lui voleva accogliere tutti, indistintamente: accogliere le miserie della gente ma anche le diverse ricchezze umane ed energie che spesso erano soffocate dalla povertà e dalla criminalità. Un’emozione che è diventata subito sintonia e collaborazione: Milano e Palermo insieme per un’accoglienza e un accompagnamento all’autonomia e alla dignità delle persone più fragili.

Punto di riferimento

Per «coniugare l’evangelizzazione alla promozione umana», padre Pino il 29 gennaio del 1991 aveva fondato il Centro di Accoglienza Padre Nostro di Palermo, quale punto di riferimento per gli abitanti del quartiere, luogo di lotta alla marginalità, comunità per famiglie in difficoltà. Anche dopo il suo martirio per mano mafiosa il Centro non si è fermato: grazie a volontari, ai soci e agli operatori esso ha continuato a perseguire la missione di promozione umana tanto voluta dal fondatore. Cultura della legalità, partecipazione attiva, valorizzazione delle risorse personali, ascolto: questi i pilastri su cui il Centro Padre Nostro fonda ancora oggi la sua attività, dedicando attenzione a bambini, anziani, famiglie. E’ in questo contesto che è nata Casa Al Bayt, luogo d’accoglienza per mamme e bambini vittime di violenza in cui queste donne possono ritrovare le proprie capacità progettuali e rimettersi in gioco nel mondo del lavoro. Per questa vicinanza valoriale e progettuale, abbiamo siglato come Archè il 25 maggio 2017 un Protocollo d’intesa con il Centro Padre Nostro, che ha dato il via a un intenso scambio di buone pratiche iniziato con la mia visita a Palermo accompagnato dal responsabile delle nostre Comunità di accoglienza per nuclei mamma e bambino in difficoltà. Conservo caro il ricordo dell’ospitalità attenta e affettuosa che il presidente Maurizio Artale e i suoi collaboratori ci hanno riservato, accompagnandoci nei luoghi vivi del quartiere Brancaccio dove la semina di don Pino continua a mietere grandi frutti di impegno civile e spirituale. Dallo spazio sportivo all’Auditorium “Giuseppe Di Matteo”, fino alla casa museo di don Pino, dove il sacerdote ha vissuto (ancora c’è la sua sedia rotta) e dove continua la lotta contro povertà, degrado e illegalità. Un impegno condotto sempre a testa alta con il lavoro di tutti i suoi operatori e volontari, nonostante gli oltre ottanta raid vandalici subiti e -non ultima- la minaccia che lo stesso Maurizio ha ricevuto prima della visita di Papa Francesco, per un terreno sul quale si è voluto realizzare qualcosa di utile per il quartiere: una piazza adiacente alla futura parrocchia che ospiterà il corpo del Beato don Pino. Peccato che su quel terreno ci fossero tre stanze, costruite abusivamente, di proprietà di un certo T.S., parente acquisito del boss Lauricella, che è andato dritto da Artale minacciandolo di ucciderlo se il Comune gli avesse buttato giù la sua casa. Emozionante l’incontro con don Mario Golesano che si era offerto volontario al Cardinale Pappalardo dopo l’assassinio di don Pino Puglisi: ripercorrendo attraverso la viva voce di questo anziano prete i momenti e lo slancio di don Pino, pareva quasi di averlo lì con noi.

Le vacanze e la Siria

Negli anni i rapporti tra Archè e il Centro Padre Nostro si sono intensificati, e con essi le attività insieme: la scorsa estate una mamma e i suoi due figli da Palermo si sono uniti alla nostra vacanza estiva a Vezza d’Oglio (non avevano mai visto la montagna!). Abbiamo altresì promosso uno scambio di educatrici nelle nostre rispettive Comunità per un paio di settimane; Roberta da Milano a Palermo e Luisa Maria Gloria da Palermo a Milano: esperienza che non ha mancato di arricchire le rispettive équipe di idee per migliorare l’accoglienza e il sostegno alle nostre mamme. Per il futuro vogliamo insieme pensare a incrementare le occasioni di incontro per tessere una cultura dell’accoglienza e della solidarietà che attraversi il nostro Paese con la certezza che, come diceva don Pino, «se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto». È sulla scorta di questa frase che abbiamo la consapevolezza di non essere poveri abbastanza per non pensare a chi sta peggio di noi. Così insieme con la Fondazione Giovanni Paolo II vogliamo realizzare un intervento in Siria, che regali momenti di serenità e di pace alle mamme e ai bambini scampati al primo squarcio di guerra. Che purtroppo ancora continua.

di Padre Giuseppe Bettoni

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