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Un’Agorà a Brancaccio «Così rinasce il rione»

Palermo, la prima piazza nel quartiere di padre Puglisi

data articolo 25/02/2019 autore Corriere della Sera categoria articolo RASSEGNA
 
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Un’Agorà a Brancaccio «Così rinasce il rione»
Articolo Corriere della Sera

Se qualcosa è cambiato? In effetti sì: il quartiere Brancaccio era un posto dove la mafia «faceva i corsi di formazione al suo personale già tra i bambini, sfidandoli a spaccare la testa al proprio cane con una pietra o a cavarne gli occhi con le dita per giocarci a biglie, e dicendo tu farai strada a chi ci riusciva», mentre oggi per i bambini almeno c’è uno spazio giochi, presto ci sarà anche un asilo. Addirittura una piazza, anzi una Agorà. Altrove sarebbe il minimo della vita, qui è un miracolo.

D’accordo, anche per trasformare il posto di Palermo in cui la mafia ammazzò Don Pino Puglisi dal parcheggio che era alla piazzetta di memoria che è oggi ci sono voluti vent’anni. E ancora oggi ci sono qui bambini di sette anni che attraversano la strada spingendo una carriola di cemento. Però intanto la casa di Don Pino è un museo visitato dalle scuole, e a studiare i cambiamenti è arrivata lunedì scorso- per dire- persino una comitiva di duecento volontari dall’Austria. «E presto questo quartiere ne avrà di una grande, di piazza. La prima vera piazza della sua storia. Perché la gente si incontri, perché anche una piazza aiuta a fare comunità. E sarà intitolata proprio a Padre Puglisi e a Papa Francesco che l’anno scorso, nel 25° della sua morte, è voluto essere qui a ricordarlo di persona». Chi parla è Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro che nel cuore di Brancaccio rappresenta di Padre Puglisi l’eredità viva da oltre un quarto di secolo.

Il Centro è solo una delle dieci realtà siciliane che nei giorni scorsi hanno partecipato al primo affollatissimo incontro- svoltosi a Palermo, nei Cantieri Culturali della Zisa - del ciclo programmato per quest’anno in tutta Italia da Buone Notizie , il settimanale del Corriere impegnato a raccontare quella parte di Paese e di mondo che «funziona».  E dal recupero dei detenuti al riutilizzo dei beni sequestrati, dalla lotta per i diritti dei disabili a quella per l’accoglienza dei migranti, Palermo ha messo in un angolo per una volta il «tantissimo che ancora c’è da fare» per accendere un faro sul quel che a fare si è iniziato. «A Palermo - ha voluto rivendicare il Sindaco Leoluca Orlando - vogliamo coltivare la cultura dell’attenzione e non la cultura della paura».  

Che questo sia semplice no. L’ultima minaccia di morte ricevuta da Maurizio Artale risale a non molto tempo fa, da parte di qualcuno che riteneva dannoso il progetto di una piazza a Brancaccio.

E invece alla fine, come si è detto, la piazza si farà. Così come è già stato fatto il parco giochi con attrezzatura sportiva per bambini e ragazzi. Così come è già stato fatto il Centro per anziani ricavato dal vecchissimo Mulino del Sale. Entrambi a pochi passi dal Centro Padre Nostro, dove solo in questo periodo stanno svolgendo la loro attività volontari di Servizio civile una ventina tra ragazze e ragazzi. Due di loro hanno appena finito di accompagnare un gruppo di visitatori al luogo in cui Padre Pino Puglisi fu ucciso. Fantascienza, fino a qualche anno fa. E mercoledì prossimo, sempre al Centro Padre Nostro si terrà il casting per una web-serie dedicata alla sua vita: «The Smile of 3P», come le iniziali con cui si firmava. «Se ognuno fa qualcosa - era il suo motto - allora si può fare veramente molto».  

di Paolo Foschini

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