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Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS
Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

Brancaccio, un raid dopo l’altro. Attacco al centro Padre Nostro

Nuovo blitz, la solidarietà di Lorefice
Un rogo nell’area in cui dovrà sorgere l’asilo nido voluto da don Puglisi. Il ministro Lezzi: pronti i fondi, non si torna indietro.

data articolo 11/03/2019 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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Articolo del Giornale di Sicilia
Brancaccio, un raid dopo l’altro. Attacco al centro Padre Nostro

Un anticipo di vampa di san Giuseppe, un modo per piantare la bandierina della conquista e affermare che quel terreno non deve appartenere a nessun altro. Sono tornati sull’area di Brancaccio in cui sorgerà il primo asilo nido del quartiere, quello sognato dallo sacerdote ucciso dalla mafia, don Pino Puglisi, come tassello fondamentale per far crescere i bambini lontano dai pericoli della strada e della criminalità. Hanno spezzato per la seconda volta la catena e appiccicato il fuoco alla sedia rotta che avevano abbandonato in mezzo al campo il giorno prima, accumulando altri pezzi di mobili vecchi ai margini, carburante prezioso per un falò più ricco. Poi sono passati davanti alla sede del Centro Padre Nostro e hanno rotto uno dei due vasi che ornavano l’ingresso. È stato nuovamente il presidente del Centro, Maurizio Artale, ad accorgersi del secondo raid nell’area tra via Gangitano e via Brancaccio. Un’incursione probabilmente a opera di giovanissimi, quei ragazzini di 10- 11 anni che sabato avevano affrontato Artale, dicendogli in dialetto che lì nessuno avrebbe potuto costruire niente. In serata un altro ragazzo è stato trovato sul luogo intento ad appiccicare il fuoco alla nuova catasta di legna, ma è stato fermato dall’intervento dei carabinieri. I primi danneggiamenti sul luogo in cui venerdì gli operatori del Centro Padre Nostro avevano consegnato il progetto definitivo dell’asilo al Comune, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e dell’arcivescovo Corrado Lorefice, del parroco don Maurizio Francoforte, erano comparsi 24 ore dopo la festa. Striscioni strappati e gettati a terra, catena e lucchetto spariti, una sedia in pezzi e minacce. Artale chiama in causa le istituzioni, scrive una lettera al «caro Stato»: «La paranza di Brancaccio ti ha lanciato il guanto di sfida», «adesso la prossima mossa tocca a te: lasciare lo “stato” delle cose così come sono o cogliere immediatamente la sfida e cambiare lo “stato” delle cose. Come diceva il nostro fondatore, “noi volontari del Centro da soli non ce la possiamo fare, anche se non ci arrenderemo mai”». Monsignor Corrado Lorefice manifesta la sua solidarietà e ribadisce le parole pronunciate venerdì: «i bambini non sono cosa nostra e non sono di Cosa nostra. Queste intimidazioni ci dicono che siamo sulla strada giusta. Mi vengono in mente le parole di don Pino Puglisi, quando durante un’omelia disse ai responsabili delle intimidazioni: “Venite, parliamone”. L’asilo nido si farà e ricorderà a tutti che i bambini sono figli di Dio, che devono vivere nella piena libertà, non devono essere strumentalizzati». Il progetto definitivo dell’asilo “I piccoli di 3P” ha ricevuto la copertura finanziaria. Lo ribadisce il ministro per il Sud, Barbara Lezzi: «Non arretreremo neanche di un solo millimetro. Il prossimo 4 aprile sarà deliberato il finanziamento per costruire l’asilo nido che don Puglisi desiderava nel quartiere di Brancaccio. Su richiesta dei miei colleghi palermitani, e in accordo con il sindaco Orlando, ho reso disponibili le risorse dal fondo che gestisco. Non spaventerete nessuno di noi, l’asilo si farà e coglierà i bambini di Brancaccio perché lo stato è più forte della mafia, più forte delle intimidazioni, più forte della paura». Solidarietà da Paolo Caracausi, segretario provinciale Idv e consigliere comunale, e dalla Cgil Palermo con il segretario generale Enzo Campo, che chiede un rafforzamento della vigilanza nell’area e di fare piena luce su questa escalation di atti di violenza. «Nei prossimi giorni saremo con una delegazione a Brancaccio -aggiunge Campo- per rafforzare l’opera di chi lavora ogni giorno per l’affermazione dei diritti e della legalità».

Alessandra Turrisi

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