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Appello della rivista diocesana Poliedro. Cattolici e non solo scendono in campo: Palermo resti aperta

L'Arcivescovo Lorefice: rimanere vigili e lucidi attraversando la notte

data articolo 19/03/2019 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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Vivere la sfida della complessità mentre soffiano venti freddi in Europa. È l’appello che viene fuori da cattolici e non riuniti nell’ ex chiesa del Noviziato ai Crociferi dalla rivista diocesana Poliedro, diretta da don Carmelo Torcivia e Nuccio Vara, che ha convocato cittadini impegnati a vario titolo nella società civile per confrontarsi sul tema «Palermo Europa, migranti e non solo». La notizia della nave Mare Jonio, salpata da Palermo, che sta soccorrendo una cinquantina di migranti nel Mediterraneo, piomba proprio in questa assemblea riunita per serrare le fila davanti all’avanzata dell’intolleranza del razzismo. Ci sono i responsabili della pastorale delle migrazioni in diocesi, Mario Affronti e padre Sergio Natoli, il presidente del Centro Padre Nostro, Maurizio Artale, i laici Riccardo Rossi e Barbara Occhipinti della missione Speranza e carità, Nino Lo Belo di Fa la cosa giusta e Fausto Melluso dell’Arci, il presidente del Conservatorio Gandolfo Librizzi e il neoassessore alle Culture Adham Darawsha, e tanti altri a testimoniare che l’impegno è quello di salvaguardare l’umanità. «È stata Palermo a proporsi come una roccaforte di umanità, in tempi che dichiarano di volere fare a meno dei solidarietà e umanità» afferma Pino Toro, ricordando la battaglia portata avanti dal sindaco Leoluca Orlando contro l’applicazione di alcuni aspetti del decreto Sicurezza. La preoccupazione per il clima di ostilità nei confronti dei migranti domina l’intero incontro. «La notte va attraversata- avverte monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo - Giuseppe Dossetti indica il profilo del cristiano: è colui che attraversa la notte guardando le cose ultratemporali. Dobbiamo rimanere vigili e lucidi. Essere capaci di rompere gli schemi, come chi sa essere lungimirante». E cita esempi di cattolici come Mazzolari, Zeno, Milani, Lubich, Puglisi, ma anche laici, come Impastato, Borsellino, Pio La Torre, tanti uomini e donne delle scorte «che hanno attraversato la notte». Monsignor Lorefice riprende alla lettere di invito alla disobbedienza civile a leggi ingiuste, proposta all’inizio di febbraio dalla casa editrice La Zisa. L’arcivescovo non l’ha mai firmata, ma ha dato una sorta di sostegno esterno, con una risposta netta: «che cosa pensa e che cosa fa il vescovo di Palermo lo sanno tutti. Che cosa pensa e cosa fa la Chiesa di Palermo per questi fratelli più piccoli del suo unico Signore, in cerca di pace e di pane, lo sanno tutti. E tutti sanno che nè la chiesa nè lui potrebbero fare altri senza rinnegare la croce». Anche il sindaco Leoluca Orlando non arretra di un passo: «Siamo passati dall’avere cura di chi non ha quanto noi e di chi non è come noi all’avere paura di chi non è come noi. Questo è un meccanismo che rischia di disumanizzarci. I migranti sono una straordinaria opportunità perché ci interpellano sul rispetto dei nostri diritti. Ci stanno aiutando a capire che l’identità non è il sangue di mia madre e mio padre, che la patria non può essere una condanna, che lo Stato non può essere uno spazio chiuso».

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