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Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS
Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

A Brancaccio sospesi i laboratori. Sfrattati gli studenti-teatranti al Fawarah resta senza sede

L’associazione non ha più spazi. Era in un locale del Centro Padre Nostro che però ora ha un contenzioso col comune

data articolo 24/02/2020 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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A Brancaccio sospesi i laboratori. Sfrattati gli studenti-teatranti al Fawarah resta senza sede
Articolo del Giornale di Sicilia

A Brancaccio non ha più una sede l’associazione culturale Al Fawarah. Non ha più  uno spazio e quest’anno non sono stati avviati i laboratori teatrali frequentanti gratuitamente dal 2006 da studenti di licei e istituti superiori del quartiere. Giovani protagonisti di tanti spettacoli di impegno civile e valenza sociale offerti in questi anni alla città. L’ultimo, «Voce al silenzio», sul tema della violenza sulle donne è andato in scena al Teatro Don Bosco il 25 novembre scorso davanti a ottocento studenti suddivisi in due turni. Le prove sono state fatte in spazi di fortuna proprio per la mancanza del locali in Via San Ciro 15 utilizzati gratuitamente dall’associazione per quattordici anni.

Una delle sedi del Centro di accoglienza Padre Nostro che non può più mettere a disposizione di altre realtà di volontariato del territorio «sino a quando non verrà definito il rapporto tra il Centro e il Comune con un nuovo contratto  che attendiamo  da sei anni – spiega Maurizio Artale, da dodici anni presidente dell’associazione fondata da don Pino Puglisi-. Per dieci anni abbiamo corrisposto al Comune un canone di diecimila euro all’anno, ma da cinque anni non ci è più stato possibile  affrontare questa spesa e sei mesi fa ci è stato intimato di pagare 70 mila euro per gli affitti non pagati – aggiunge -. Abbiamo chiesto  la compensazione  con i servizi che offriamo gratuitamente alla città, così come previsto dal regolamento del Consiglio comunale. Servizi dedicati agli anziani, ai giovani e ai bambini del quartiere oltre al reinserimento lavorativo di detenuti in esecuzione penale. Siamo in attesa».

Al valore educativo del teatro ci ha sempre creduto Wanda Fabbri Trapani, presidente dell’associazione culturale Al Fawarah che ha fondato nel 2006 insieme alle colleghe di scuola Maria Teresa Avanti e Lucia Comparato, gli ex alunni Vincenzo Capuano, Ambra Giametta e Sara  Giuliano, sotto la guida sapiente della regista Giuditta Perriera, anche lei tra i soci fondatori.

Già alla fine degli anni Novanta Wanda Fabbri Trapani aveva avviato i primi laboratori di recitazione nel liceo scientifico «Ernesto Basile», in quella stessa via San Ciro, dove lei ha insegnato per tanti anni storia e filosofia. «Per far sperimentare ai ragazzi, l’alto valore formativo di quest’arte cosi empatica che ci  fa commuovere e riflettere allo stesso tempo ed è fautrice di una crescita consapevole e proficua», dice.

I laboratori e gli spettacoli oggi fanno parte di un più ambio percorso di legalità promosso dall’Istituto superiore per la difesa delle tradizioni Roberto Trapani della Petina e rivolti a studenti di scuole di quartieri dove maggiore è il disagio sociale. Nel tempo hanno frequentato i laboratori di recitazione anche i giovani di altre scuole del quartiere, il liceo Danilo Dolci e l’Istituto Volta. «Grazie a queste iniziative il teatro diventa un interesse che i ragazzi continuano a coltivare nel tempo e alcuni di loro hanno scoperto una vera passione per la recitazione», dice Wanda Fabbri Trapani.

È stato così per Vincenzo Capuano, 33 anni  laureato in Scienze dell’educazione e formazione. Da ragazzo frequentava il liceo Basile e abitava in corso dei Mille.

«Il teatro mi ha cambiato positivamente e come me ogni ragazzo ha avuto un percorso di crescita all’interno del laboratorio», racconta . «Ero molto timida e il teatro mi ha cambiata», gli fa eco Ambra Giametta. Erano compagni di classe e oggi sono i volontari, i tutor dei nuovi allievi. Sino a quando hanno avuto la sede provavano una volta alla settimana, il lunedì pomeriggio. «Cerchiamo ospitalità perché vogliamo continuare questa attività».

di Laura Grimaldi

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