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Ambulanti e lavoratori saltuari. La solodarietą verso gli ultimi

PALERMO ATTUALITA'

data articolo 24/03/2020 autore La Repubblica categoria articolo RASSEGNA
 
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Ambulanti e lavoratori saltuari. La solodarietą verso gli ultimi
Articolo de La Repubblica

Prima dell'emergenza coranavirus se la cavavano vendendo frutta e verdura, oggetti di qualsiasi tipo al mercato dell'Albergheria o facendo lavori edili o di pulizia in ero. Adesso che non possono piu' andare in strada come prevede il decreto "io resto a casa", non guadagnano piu' quei dieci euro al giorno che permettevano almeno di fare la spesa. In città sono 1200 famiglie rimaste senza reddito da quando è scoppiata l'emergenza coronavirus che il Cone sta cercando di aiutare, grazie a una rete di volontari. Ma il censimento è soltanto all'inizio . " sono famiglie che non godono del reddito di cittadinanza – dice Giuseppe Mattina , assessore comunale alle Attività sociali – Ma anche anziani che da soli non ce la fanno. Abbiamo organizzato una centrale unica di erogazione del banco alimentareche coinvolge anche il banco delle opere di carità in sinergia con la Caritas. Così garantiremo la spesa a chi ha bisogno". Venditori ambulanti, lavoratori in nero, stranieri: persone che vivono in un limbo e che adesso arrancano. Nabib, per esempio, si arrangiava pulendo le case saltuariamente , adesso non ha soldi per i suoi tre figli e la moglie : "Se non ci aiuta qualcuno, riusciremo a resistere ancora per pochi giorni. Poi finiremo i pochi risparmi che abbiamo".

Anche Mario che vendeva oggetti di ogni tipo all'Albergheria si è dovuto fermare.dove c'era il mercato, adesso è il deserto. " i primi tempi uscivo lo stesso – dice – andavo in giro per la città a cercare cose da vendere. Ma da dieci giorni sono chiuso a casa. Lo faccio per i miei figli. Non posso permettere che si ammalino, ma allo stesso tempo, adesso, non so come mangiare, come  pagare le bollette di luce e acqua". Due ragazzi di origine straniera da quando ha chiuso il mercato dell'Albergheria che gli dava da mangiare dormono in auto accanto alla rettoria di San saverio che li ospita per una doccia. L' Associazione "Sbaratto" del mercato dell'Albergheria si occupa della distribuzione spesa. "Stiamo facendo uno sforzo enorme tutti  - dice Grazia Santangelo dell'associazione – non c'è piu' lavoro, solo disperazione". Circoscrizione per circoscrizione, l'amministrazione sta censendo le famiglie in difficoltà che potranno contattare i servizi sociali di riferimento per chiedere aiuto. Per tutti è attiva la mail ermergenzesociali@comune.palermo.it . Anche a Brancaccio ci sono 600 famiglie che se non ci fosse il Centro Padre Nostro non saprebbero come fare. "Non ci siamo fermati – dice Maurizio Artale del Centro di Accoglienza Padre Nostro di Brancaccio  - la situazione nel quartiere è drammatica. La gente non sa come pagare le bollette, non può acquistare farmaci. Abbiamo già fatto tre distribuzioni straordinarie di pacchi spesa. Parliamo di gente che vive vendendo frutta in strada, facendo il posteggiatore abusivo oppure chiedendo l'elemosina davanti ai supermercati".

Sempre a Brancaccio i professori dell'istituto Padre Pino Puglisi che hanno attivato la didattica a distanza da quando è scattato lo stop alle lezioni, registranola disperazione delle famiglie . " Una ragazza della scuola media che avevamo contattato per i compiti – dice domenico Buccheri, Vice preside dell'Istituto – Ci ha detto che il papà muratore non lavora piu' e che a casa con tre figli non sanno come fare". A Brancaccio il 70 per cento delle persone vive con quello che rimedia dalla strada e con lavori saltuari". Anche a Ballarò si è attivata una rete di associazioni. Il ristorante Moltivolti ha lanciato un appello a fondazioni private e grosse aziende per pagare i pasti ( a prezzo di costo) per un centinaio di persone che in questo momento stanno soffrendo nel quartiere . " Se non ho cosa mangiare devo uscire a cercare qualcosa da mettere in pentola. Questo diventa emergenza sanitaria ", dice Claudio Arestivo di Moltivolti . L'SOS è scattato anche per la comunità rom:94 persone di cui 49 minori. Per loro è stata lanciata una raccolta fondi , tramite la Caritas : raccolti 800 euro. " nei giorni scorsi abbiamo portato i generi di prima necessità. Non li lasciamo soli", dice Carla Mazzola dell'osservatorio contro la dispersione dell'ufficio scolastico regionale.

di Claudia Brunetto

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