Palermo | 30/09/2020 | 21:14:59
Pagina Facebook Pagina Youtube Google Plus
Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS
Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

Centro Padre Nostro al collasso, Artale: il Comune non paga

Brancaccio. Il presidente della struttura creata da Padre Puglisi: costretto a chiudere e licenziare
L’assessore Mattina: entro lunedì i mandati per i soldi arretrati

data articolo 08/08/2020 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
torna indietro
Centro Padre Nostro al collasso, Artale: il Comune non paga
Maurizio Artale. Presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro

«Non riesco più a guardare in faccia i ragazzi presenti al centro. Non riesco a dire loro che possiamo avere speranza e fiducia nelle istituzioni. Così non possiamo andare avanti. Da due anni c’è il vuoto assoluto. Non si riesce più a parlare col sindaco, con l’amministrazione. C’è un preoccupante rimpallo delle responsabilità». Maurizio Artale, presidente del centro d’accoglienza Padre Nostro di Brancaccio fondato da padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia nel 1993, per sostenere famiglie e persone che versano in situazioni di grande disagio sociale, economico e culturale, è stanco e preoccupato. Da oltre un anno – precisamente da luglio 2019 – l’associazione non riceve dal comune le somme per i servizi già erogati e fatturati. Che, secondo la legge, l’amministrazione pubblica dovrebbe pagare all’ente entro 120 giorni. Dopo un anno, invece, la quota – circa 400 mila euro – deve ancora essere sbloccata. Un grave ritardo che quest’anno ha pesato moltissimo sulla vita del centro. Artale ha dovuto attivare processi di licenziamento collettivo, in corso ci sono quattro vertenze, ma fino a dicembre, a causa della pandemia, probabilmente, in virtù del Decreto agosto nessuno potrà essere mandato a casa: «Non posso continuare – spiega il presidente del centro Padre Nostro – ad accumulare debiti su debiti. Chiuderò tutte le attività del centro, metterò i dipendenti in cassa integrazione o farò un licenziamento collettivo. Sto aspettando l’uscita del Decreto agosto che il governo sta varando in queste ore per capire come muovermi. È una situazione molto complicata e il comune sta violando troppe regole a discapito dei più deboli». Lo scontro con l’amministrazione è, ormai, a tutto campo. Tanto che Artale fa sapere «di avere disdetto tutti gli accreditamenti col Comune. Ci sono progetti per i quali noi avremmo dovuto anticipare i soldi per sostenere le famiglie in difficoltà, ma se l’amministrazione non ti paga come si possono accettare nuove richieste e mettere in campo nuovi progetti? Non si può continuare così». Ma qual è la causa di questo grave ritardo nel pagamento delle 400 mila euro?

A spiegarlo è l’avvocato del centro Padre Nostro, Marcello Anania: «Dopo diverse pec inviate agli uffici competenti, ci viene detto che il mancato pagamento è causato dal fatto che il Durc (documento unico di regolarità contributiva, ndr) è scaduto, ma l’ente doveva già pagare un anno prima della scadenza del Durc. Iniziano a esserci eccezioni formali incomprensibili perché il Durc, grazie al Decreto Cura Italia ha validità fino a ottobre 2020. Tuttavia Artale – prosegue Anania – ha pagato il rilascio del Durc e poi ha chiesto al Comune di sbloccare le somme dovute, ma l’amministrazione ha addotto altre motivazioni per non pagare, parlando di altri debiti del centro. Chiediamo a quanto ammontino queste somme per fare una compensazione, ma ci fanno sapere a quanto ammontino le cifre. Come si può dire che l’associazione sia debitrice se non sono stati accertati i debiti?». E soprattutto: come si può perdere così tanto tempo nell’erogazione di somme ad un’associazione che da anni è impegnata, nella memoria dell’impegno di padre Puglisi, ad aiutare quanti vivono in situazioni di degrado?

L’assessore della Cittadinanza Solidale, Giuseppe Mattina, non cerca alibi: «Il centro Padre Nostro ha ragione e a nome del Comune chiedo scusa per quanto successo. È improponibile che l’amministrazione perda più di un anno per un pagamento. Avevamo fatto le determine di pagamento che erano state inviate alla ragioneria ma che poi sono tornate indietro a causa di alcuni errori». E promette: «Lunedì le determine saranno rifatte ed entro dieci giorni il centro avrà i suoi soldi. È un impegno che prendo personalmente». Il prossimo 15 settembre ricorrerà il 27° anniversario dell’omicidio di Padre Puglisi: «Quest’anno faremo solo due manifestazioni, inaugureremo un asilo nido e non inviteremo nessuno. Non vogliamo passerelle», conclude amaro Artale.

In campo da 27 anni per i poveri
Il centro Padre Nostro nasce nel 1991 dall’idea del suo fondatore padre Pino Puglisi e viene inaugurato nel 1993 a Brancaccio. Le attività sono rivolte in generale gli abitanti del quartiere. Più specificatamente ai minori di età compresa tra 0-5 anni, 6-12 anni, e 13-189 anni, gli adulti, le famiglie e gli anziani, che vivono particolari situazioni di disagio sociale, economico e culturale. Sono varie le attività messe in campo: dal pronto soccorso sociale, alla distribuzione dei generi alimentari, alla distribuzione del vestiario, materiale didattico e farmaci. Offre, inoltre, servizi dedicati come l’ospitalità notturna, la mensa, la doccia, consulenza psicologica e legale. Non mancano i progetti di formazione rivolti alle fasce più deboli.

di Giorgio Mannino

tag centro padre nostro tag collasso tag comune di palermo segnala pagina Segnala commenta articolo
Commenta