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Teppisti contro Papa e don Pino. Donna di Brancaccio li accusa

Il gesto nella notte, il centro Padre Nostro: importante la collaborazione del quartiere

data articolo 04/11/2020 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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A Brancaccio Halloween si “festeggia” il giorno dopo, imbrattando con vernice rossa le fotografie di Papa Francesco. Nessun dolcetto, ma quello che un gruppo di giovani teppisti, nella notte tra l’1 e il 2 novembre, ha riservato non è uno scherzetto da ragazzini ma un atto vandalico. Tutto è avvenuto nella notte che precede la giornata dedicata alla Commemorazione dei defunti: tre fotografie della mostra permanente Sui suoi passi, installata dal Centro di accoglienza Padre Nostro nel 2019 a piazzetta Beato Padre Pino Puglisi, sono state imbrattate. Sono le immagini che ritraggono il pontefice durante i momenti più significativi del suo arrivo alla casa museo del Beato Giuseppe Puglisi, tre fotografie esposte nella parte più buia della piazza. In una c’è anche il fratello del sacerdote ucciso da Cosa nostra.

La scoperta avviene il giorno e puntualmente Maurizio Artale, presidente del Centro, chiama le forze dell’ordine per denunciare quanto accaduto (e che, purtroppo, accade troppo spesso in quel quartiere). Anche stavolta sembrerebbe che nessuno abbia sentito né visto. E invece no. Perché una donna, anche se con ventiquattro ore di ritardo, ha deciso che, oltre a metterci la faccia, avrebbe aggiunto anche il suo nome e cognome. Perché, alla vista dei Carabinieri che stavano effettuando un sopralluogo e dei volontari del Centro che stavano sporgendo regolare denuncia, la signora ha deciso di dare il suo contributo, raggiungendo il gruppo e dicendo che lei, la sera tra l’1 e il 2 , intorno alle 23, in quella piazzetta, aveva visto una decina di ragazzi schiamazzanti mentre nella notte di Halloween c’erano una trentina di teen-agers che lottavano tra di loro. In barba pure ai divieti di assembramento, ma questo è un dettaglio (tutt’altro che secondario, è ovvio).

Artale ritiene la pur tardiva dichiarazione spontanea della signora “un piccolo miracolo” in un quartiere non troppo collaborativo. “Non è la prima volta che “i soliti noti” compiono atti vandalici- dice il presidente-. Io rimprovero sempre tutti e dico che è facile criticare gli altri, le istituzioni in primis, per quello che non fanno. Quando, invece, anche le settanta famiglie che abitano nella zona della piazzetta Beato Padre Pino Puglisi potrebbero prendersi cura e vigilare su un’area che non ci appartiene. Sembrerà strano, ma la dichiarazione della signora, scesa a raccontarci chi aveva visto la sera precedente, per me è come un piccolo miracolo. Finalmente qualcuno vede cosa succede in strada. Anche se, in verità, credo che tutti vedano cosa succede qui intorno. Anche stando in casa, perché d’estate ci si affaccia al balcone per non soffrire la calura, d’inverno si esce per far passeggiare il cane…”.

Le foto verniciate di rosso fanno parte di una mostra permanente allestita dopo la visita del Papa e inaugurata a settembre del 2019, nel giorno del 26° anniversario dell’assassinio di padre Puglisi. La vernice rossa usata, comunque, non ha danneggiato le fotografie perché Artale, con una soluzione alcolica, è riuscito a togliere le macchie dalle immagini del pontefice, le uniche che i giovani teppisti hanno voluto sfregiare. Ragazzi che sembrano tener testa a chi, nel quartiere, si sforza con amore e dedizione di portare avanti, insieme alla parrocchia, un’opera di presenza importante e costante che può imprimere un cambio di mentalità. Perché Brancaccio non è nuovo a gesti del genere. Già lo scorso marzo era stato messo a segno un altro atto vandalico contro un terreno spoglio su cui si costruirà il primo asilo nido del quartiere. E prima ancora, nel 2018, ignoti avevano rotto un lampioncino in piazza Anita Garibaldi.

“È lungo l’elenco dei danneggiamenti – continua il presidente del Centro Padre Nostro-. Ci sono i lampioni ma anche i dissuasori sul marciapiede, che evitano la sosta selvaggia delle auto. Nel 2019, sempre nella stessa piazzetta, in quel luogo sacro dove padre Pino Puglisi 27 anni fa cadde vittima della mafia, quattro ragazzi tra i 15 e i 17 anni si divertivano a distruggere i lampioncini: uno sfregio alla memoria del parroco che volle sacrificarsi anche per i ragazzi come loro”.

di Giusi Parisi

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