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Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
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Al Convitto di Rovereto i giovani di Brancaccio

Dieci ragazzi del Centro Padre Nostro di Palermo, ospiti del Collegio Arcivescovile tra il 3 e l’8 Luglio

data articolo 10/07/2022 autore Vita Trentina categoria articolo RASSEGNA
 
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Al Convitto di Rovereto i giovani di Brancaccio
Articolo pubblicato da Vita Trentina

Il caldo di inizio Luglio non ha scoraggiato un gruppo di studenti e convittori del Collegio Arcivescovile, che hanno scelto di rimanere a Rovereto per trascorrere un settimane “particolare”. È iniziato il 3 luglio il gemellaggio tra il Collegio e il Centro Accoglienza Padre Nostro di Brancaccio, quartiere di Palermo, che si concluderà l’8 luglio. Sono coinvolti dieci studenti e convittori di Rovereto ed altrettanti giovani che frequentano il centro diurno di Brancaccio, ospitati nelle stanze del convitto roveretano. L’idea del progetto è nata molto tempo fa, come ci racconta Claudia Pedergnana, professoressa di economia e di diritto che ha curato il gemellaggio assieme alle educatrici del convitto Silvia Perciavalle e Anna Pizzati. “Il Liceo Internazionale di Rovereto (LIA) da diversi anni conclude il suo percorso di educazione alla legalità in Sicilia, che quest’anno si è svolto a Maggio”, racconta. È stato il Dottor Pasquale Profiti, ex Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, che ci ha sensibilizzati su questi temi”. Complice l’aiuto del direttore del convitto Stefano Garbari e delle educatrici, il progetto è stato realizzato dopo due anni di “stallo” dovuti alla pandemia. Ogni giornata del gemellaggio affronta un tema diverso: bellezza, legalità e giustizia, spiritualità, sogni e talenti, e saldare cielo e terra. Due realtà, quella del Collegio Arcivescovile e del Centro Accoglienza Padre Nostro, fondato nel 1991 dal Beato Padre Pino Puglisi, accomunate da valori evangelici. “Ognuno di noi può imparare molto dall’altro” specifica Pedergnana. “I nostri ragazzi conoscono la realtà difficile di Brancaccio con un occhio particolare, di conoscenza e d’attenzione. Per i ragazzi palermitani che sono arrivati qui, invece, questa è un’occasione per conoscere il Trentino.” Un momento molto importante è la giornata di martedì 5 luglio, dedicata alla legalità e alla giustizia. Ospite d’eccezione, nel pomeriggio, il presidente del Tribunale ei Minorenni Giuseppe Spadaro, anche presidente dell’Associazione Nazionale dei Magistrati. 

“Abbiamo pensato di accoglierlo nel piano della scuola del LIA – spiega la professoressa – perché lì si trova la mostra dedicata alle “vite per la legalità” curata dai nostri studenti. Vite come quelle di Rocco Chinnici, del Beato Pino Puglisi, di Falcone e Borsellino, del generale Carlo Alberto dalla Chiesta e di Peppino e Felicia Impastato. Vogliamo che i nostri ragazzi sappiano trarre esempio da queste persone che, come diciamo sempre loro, non sono degli eroi. Definirli tali abdica la nostra responsabilità di cittadini. Sono persone normale, come possono essere questi ragazzi, che ci chiedono di imitarli nella difesa dei valori consacrati dalla nostra Costituzione.”. Tra gli studenti e i convittori che hanno deciso di fermarsi per il gemellaggio ci sono anche Giorgio e Asia, che hanno appena finito la maturità alle ITI Marconi di Rovereto e al LIA. Quando andiamo al Collegio Arcivescovile di Rovereto, mentre attendono Spadaro, continuano a sbirciare i tabelloni dove verranno esposti i voti finali degli esami di maturità. Gli studenti sono stati coinvolti attivamente nel progetto. Dopo una formazione su fundraising tenuta da Graziano Manica, presidente del Fondo straordinario di Solidarietà di Rovereto, hanno lanciato una raccolta fondi per sostenere parte dei costi del gemellaggio. “Abbiamo chiesto il contributo delle famiglie della scuola – racconta Asia – ma anche di aziende e cooperative della Vallagarina”. I bambini e le bambine della 4A e della 4B delle elementari Dame Inglesi hanno organizzato una raccolta di prodotti alimentari, mentre il panificio di Volano dona tutti i giorni il pane. “I ragazzi si sono integrati immediatamente gli uni con gli altri. Questa per noi è la vittoria più grande”, dice Valentina Caruso, responsabile del settore minori del Centro di Accoglienza Padre Nostro. Tra i dieci ospiti, a Rovereto, ci sono sia giovani che frequentano le attività diurne del Centro sia un gruppo di ragazzi all’interno del circuito penale di cui il Centro si occupa in collaborazione con i servizi sociali minorili. “Per loro la realtà del convitto è un’esperienza assolutamente nuova – prosegue Caruso – e stanno apprezzando molto la cura dei luoghi che traspare qui in Trentino. Un ragazzo mi ha detto: ‘Quando tornerò giù, mi adopererò per tenere la mia città più pulita’”. Oltre ai momenti di riflessione, ci sono anche occasioni di divertimento. “Questa sera, martedì 5 luglio, - spiega Pedergnana – ci sarà una gara di cucina Trentino versus Sicilia. I nostri ragazzi si giocheranno i canederli.”

di Marianna Malpaga

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