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Tre scuole su quattro non sono antisismiche. A rischio i fondi Pnrr

Allarme dal Centro di Accoglienza Padre Nostro per la perdita di 3.000.000,00 € per la costruzione dell’asilo nido a Brancaccio

data articolo 21/01/2023 autore La Repubblica categoria articolo RASSEGNA
 
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Tre scuole su quattro non sono antisismiche. A rischio i fondi Pnrr
Articolo de La Repubblica del 21 gennaio 2023

Dal prossimo settembre, quattrocento studenti del Regina Margherita non entreranno più nelle loro classi, al plesso Cascino, in piazza Casa Professa. Secondo le indagini di vulnerabilità sismica, l’istituto, rientrato in un finanziamento di 8 milioni e mezzo di euro da fondi del Pnrr, deve essere demolito e ricostruito ex novo. «Concluderò l’anno senza sapere dove collocare i miei studenti – dice il dirigente Domenico Di Fatta – Ho già chiesto un tavolo tecnico con la Città metropolitana per trovare un altro istituto nei tempi che necessitano». In Sicilia solo una scuola su quattro ha la certificazione di vulnerabilità sismica, prevista per legge nazionale già dal 2017. Su 4.058 plessi dell’Isola, solo 946 istituti sono in regola.

E la Regione stanzia 15 milioni perché i Comuni corrano subito ai ripari con indagini geognostiche e verifiche strutturali: senza certificazione, infatti, è impossibile accedere ai fondi del Pnrr. Alla Noce, il plesso di via Rosso di San Secondo dell’istituto comprensivo De Amicis non ha potuto accedere a finanziamenti per i refettori scolastici proprio perché tra i documenti necessari mancava il certificato. «Siamo stati costretti a spostare le classi a tempo pieno in via Serradifalco – dice la dirigente Giovanna Genco – abbiamo anche una palestra chiusa da anni al territorio proprio per mancanza di documentazione. Senza le carte in regola e le verifiche in strutture di oltre quarant’anni fa, come la nostra, non riusciamo a garantire agli studenti spazi adeguati».

Ma i tempi per mettersi in regola ora sono serrati: gli enti beneficiari entro un mese dovranno comunicare l’intenzione di ammissione al finanziamento regionale, che verrà erogato a fine febbraio, ed entro ulteriori 20 giorni l’elenco delle scuole da regolarizzare.

Nello specifico, il progetto, finanziato con fondi europei, prevede già oltre 9 milioni e mezzo per i Comuni siciliani, circa 2 milioni per i liberi consorzi e 3 milioni e mezzo per Palermo, Catania e Messina. Il traguardo è arrivare entro il 30 giugno a ottenere uno screening completo di tutti gli istituti in possesso del certificato. «Abbiamo garantito le somme a disposizione per tutti gli enti locali siciliani su una popolazione scolastica di 508.791 studenti – dice l’assessore regionale all’Istruzione Girolamo Turano – questo meccanismo è una mano tesa. E speriamo in una grande adesione».

Non ha ottenuto finanziamenti per refettorio e palestre interne, l’istituto Sperone Pertini a Brancaccio. «Non abbiamo il certificato, per questo siamo riusciti a ottenere delle somme solo per gli spazi esterni – dice la dirigente Antonella Di Bartolo – Avere fondi a disposizione e non usarli è uno spreco».

Nella lista delle scuole che si metteranno in regola accedendo alle misure regionali, ci sono già l’istituto comprensivo Amari-Roncalli-Ferrara e il plesso Lombardo Radice, in corso Calatafimi, che grazie al certificato riuscirà a realizzare un refettorio e ad ampliare i suoi spazi esterni. «Noi presidi abbiamo una responsabilità morale e giuridica nei confronti degli studenti – dice il dirigente Francesco Paolo Raimondo – le verifiche ben vengano».

Ma c’è chi ha già perso l’occasione prima di nascere. Sono andati in perenzione i 3 milioni di euro stanziati dal governo Conte nell’aprile 2019 per la costruzione di un asilo nido a Brancaccio. E adesso ci si appella direttamente al governo.

«Chiediamo che sia approvato l’emendamento presentato nel decreto Milleproroghe che riassegna la somma per la costruzione dell’asilo di Brancaccio – dice Maurizio Artale del Centro Padre Nostro – la mafia si combatte costruendo scuole e presidi sicuri di lotta alla povertà». Intanto il sindaco Lagalla promette in una nota il rifinanziamento dell’asilo nella programmazione 2021-2027.

di Marta Occhipinti

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