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Don Puglisi, beatificazione più vicina Adesso l'ultimo esame del Vaticano

L'annuncio del cardinale De Giorgi: la congregazione delle Cause dei Santi ha dichiarato la validità del metodo dell'istruttoria. La parola passa a storici e teologi

data articolo 25/02/2004 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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Articolo del Giornale di Sicilia
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L'istruttoria diocesana è stata fatta bene, la Congregazione delle cause dei santi potrà adesso valutare tutti i documenti su don Pino Puglisi -il parroco ucciso da Cosa Nostra il 15 settembre 1993 - ed esprimersi sulla sua beatificazione. L'arcivescovo Salvatore De Giorgi non si sbilancia, ma è contento che la Congregazione, esaminati gli atti del processo inviati a Roma dalla diocesi, abbia dichiarato la validità del lavoro fatto a Palermo. Attenzione, non si tratta un giudizio di merito ma solo di metodo: è comunque un altro passaggio positivo verso il riconoscimento del martirio del sacerdote, già proclamato servo di Dio. Il processo istruito presso la Curia è servito a raccogliere un ponderoso falcone con gli scritti del prete, le testimonianze in suo favore, i racconti, gli interrogatori, tutto quanto insomma può servire a delinearne la figura, il significato, il ruolo, le scelte. Su questo materiale la Congregazione dovrà adesso esprimersi, e questa volta nel merito. Dovrà cioè decidere se dalle opere di don Puglisi e soprattutto dalla sua morte si desuma il martirio. Per questo compito -fa sapere il cardinale -la Congregazione ha nominato il padre domenicano Daniel Ols relatore della causa. Spetterà a lui preparare "Positivo super martyrio del servo di Dio", che comprenderà l'iter illustrativo dell'inchiesta diocesana, un breve profilo biografico di don Puglisi, le sessioni del Tribunale ecclesiastico, gli scritti di lui e su di lui, in forma sinottica la descrizione delle virtù umane, cristiane e sacerdotali di don Puglisi, come risultano sia dai testimoni interrogati sia dalle testimonianze extragiudiziali. E questo sarà un altro passaggio. Alla fine la "Positio" sarà oggetto di esame dei consultori storici e del congresso dei teologi della Congregazione vaticana al fine di dare il parere definitivo. Insomma, la strada è ancora lunga, ma l'istruttoria diocesana era il primo fondamentale gradino, la base su cui costruire tutto il resto. Se fosse stata carente, il Vaticano non avrebbe potuto far partire il suo esame. "E' certamente un passaggio positivo dell'iter processuale che tutti auspichiamo giunga presto a buon fine", dice il cardinale. Padre Pino Puglisi (stessa lettera per le iniziali, e per questo gli amici lo chiamavano 3P )fu ucciso a Settecannoli, sotto casa. Il mistero è proprio in quella morte, arrivata dopo una serie di minacce, dalle gomme tagliate agli avvertimenti ai suoi collaboratori. Ecco, perché non scappò da Brancaccio quando i boss cominciavano a marcarlo stretto perché non tentò di salvarsi la vita? E' tutto qui, in questa domanda, il mistero della sua morte - del suo martirio, forse - e insieme il senso della sua vita caparbia, visto che, come lui stesso scriveva, l'una non è che la continuazione dell'altra, e "il segreto per sapere affrontare la morte con coraggio, con gioia è morire durante la vita, sapersi distaccare". Era consapevole di andare incontro alla morte? E sentire alcune testimonianze si: a un prete amico che faceva autopsie, disse: quando toccherà a me, stammi vicino", alla suora che lo assisteva ribadì: "non ho paura di morire, se quel che dico è la verità". Laura Anello

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