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Si gira da lunedì prossimo fino al 31 ottobre. Tra le comparse spazio pure ai cittadini Una pellicola su don Puglisi, ciak a Bagheria

data articolo 10/10/2003 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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Articolo del Giornale di Sicilia
Articolo del Giornale di Sicilia
Per tre settimane, da lunedì prossimo fino al 31 ottobre, la Jean Vigo Italia sarà ospite di Bagheria per effettuare alcune riprese del film di Roberta Faenza dal titolo "L'uomo che sparava dritto". Si tratta di un film dedicato a don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dieci anni fa dalla mafia. Il set è stato allestito nel quartiere delle anime Sante, il regista, ha infatti, deciso di effettuare alcune scene all'interno della Chiesa e nelle vie Bagnere, Pavone, Milazzo e corso Bufera. Saranno cinquanta i tecnici specializzati che giungeranno a Bagheria con cinque automezzi speciali,numerosi anche i cittadini che parteciperanno al film come comparse. In queste tre settimane le vie le vie sopra citate saranno chiuse al traffico per consentire le riprese, i disagi comunque saranno al minimo per gli abitanti del quartiere in cui verrà allestito il set cinematografico. Il Comune di Bagheria non si limiterà solo ad ospitare il cast per le riprese, l'amministrazione ha infatti deciso di sostenere le spese e le procedure per la divulgazione del film dedicato ad uno dei personaggi più coraggiosi della storia della Sicilia. E' stata presentata recentemente una richiesta di finanziamento nell' ambito del Por Sicilia per la divulgazione della valenza etica, culturale e morale del film di Faenza. Il film non si limiterà a raccontare le vicissitudini del parroco di Brancaccio, obiettivo del regista, è infatti, anche quello di far emergere la figura di educatore di Don Puglisi, cercando di trasmettere alle giovani coscienze il messaggio positivo, basato sulla legalità, lasciatoci dal sacerdote. "La figura di Don Pino è trascinante e quanto mai attuale, soprattutto per i giovani, che di fatto hanno cominciato ad edificarne il mito-spiega Faenza nel motivare le ragioni di questo film-. Sono proprio i giovani a subire, senza potersi difendere, le più atroci delle violenze, la negazione dell'infanzia. Don Pino Puglisi ha dedicato la sua vita ai bambini, al tentativo di offrire loro una vita migliore, per ammirazione e per desiderio impossibile di risarcimento ho scelto di raccontare, così, la condanna di questo uomo indomabile e coraggioso".

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