Voleva andare sempre lui nelle manifestazioni antimafia che organizzavano con i giovani del quartiere e mi imponevano di restare in parrocchia. All'inizio ci rimanevo male, poi ho capito che lo faceva solo per proteggermi perché se mi fossa successo qualcosa non se lo sarebbe mai perdonato. Le parole di Gregorio Porcaro, ex viceparroco della chiesa di San Gaetano a brancaccio, vengono fuori interrotte a tratti dall'emozione del ricordo di padre Pino Pugliesi. Parole di uno fra i più stretti collaboratori del sacerdote assassinato nel '93 da Cosa nostra, che hanno catturato ieri mattina l'attenzione di alunni e relatori nell'aula magna dell'industriale Vittorio Emanuele III. L'occasione è il recital presentato dai ragazzi dell'istituto di via Duca della verdura, partendo dal libro scritto da Bianca Stancanelli: "a testa alta. Don Giuseppe Pugliesi: storia di un eroe solitario. Lo spettacolo è stato curato dalla professoressa Rosaria Cascio e caratterizzato dalla lettura di un brano tratto dalla pubblicazione della giornalista, dalla canzone "Rap sulla mafia" di Jovanotti e dai pensieri composti dagli studenti. In particolare, ha commosso tutti ascoltare la voce di padre Puglisi - registrata durante un convegno dedicato all'apostolo San Bartolomeo - sul valore cristiano del martirio. "Sorrideva in maniera speciale - ha ricordato Porcaro, che oggi fa parte del comitato nazionle per l'emersione del lavoro sommerso - aveva il sorriso di chi ama e sa di essere amato, lo stesso sorriso temuto da coloro che non avevano voglia di sorridere.
Non era un uomo anti o contro qualcosa, ma per l'uomo". Quello sul sacerdote di Brancaccio è per Bianca Stancanelli il suo primo libro sulla mafia"che come spesso ripeteva don Puglisi, è prima di tutto un sistema culturale - ha affermato l'autrice dell'opera-. Se da un lato esistono i mafiosi, è altrettanto vero che quasi tutti coloro che hanno perso la vita per combattere Cosa Nostra sono siciliani".
Erano presenti come relatori dell'incontro, anche Giuseppe Lumia, capogruppo dei Ds in
Commissione antimafia, e Francesco Di Giovanni, coordinatore dell'associazione "Inventare serenamente"che opera alla Zisa. "Padre Puglisi - ha osservato Lumia - ci ha insegnato che ognuno può e deve fare qualcosa per sconfiggere la mafia. La lotta deve essere portata avanti non solo nei giorni dopo gli omicidi, ma ogni giorno".
Luca La Mantia
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