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Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS
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Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

Le minacce al Centro Padre Nostro. Artale: «Macchia per la comunità»

BRANCACCIO. Un ex Pip avrebbe detto al presidente: «Se buttano giù casa mia, ti ammazzo». Il motivo del contendere sarebbe un terreno occupato abusivamente

data articolo 09/07/2018 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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Le minacce al Centro Padre Nostro. Artale: << Macchia per la comunità>>
Articolo del Giornale di Sicilia

…«Se buttano giù casa mia, ti ammazzo» gli avrebbe urlato in faccia un ex Pip dal carattere parecchio irascibile. E Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro, lo denuncia alla polizia. Non è il primo, e purtroppo non sarà l’ultimo, atto intimidatorio subito dalla struttura d’accoglienza fondata da don Pino Puglisi, ma assume un valore particolarmente grave adesso, a 25 anni dal martirio del parroco di Brancaccio, mentre tutta la città si prepara all’arrivo di papa Francesco. L’oggetto del contendere è un grande terreno di via Brancaccio, confinante con quello in cui sorgerà la nuova chiesa. Quest’area dovrebbe diventare un parcheggio e un’area di accoglienza in occasione della visita del Santo Padre il 15 settembre. Il futuro di questi 14 mila metri quadrati, di proprietà di un avvocato disponibile a cederla al Comune, però, è una grande piazza che il quartiere non ha mai avuto. Un progetto su cui stanno lavorando Artale e il Comune, ma che si scontra con l’abusivismo dilagante nella zona. L’uomo denunciato, che ha già avuto problemi con la giustizia e ha una lontana parentela con il boss Antonino Lauricella detto «u Scintilluni», ha costruito due stanze abusive nell’abitazione in cui vive con moglie e quattro figli. Appena ha saputo che erano in corso sopralluoghi istituzionali per l’utilizzo del terreno, è andato in escandescenza, minacciando Artale. Ma per il presidente del Centro Padre Nostro l’uomo è una vecchia conoscenza. «Da ex Pip, in passato, era stato affidato al centro, ma aveva creato problemi con gli altri che vi operavano, così gli feci un provvedimento disciplinare, perché aveva sempre un atteggiamento di sfida – ricorda Artale – non si può permettere che uno solo macchi tutta la comunità, ma la gente deve prendere le distanze da atteggiamenti simili. Io l’ho denunciato perché il segnale deve essere chiaro. Qui facciamo le cose per loro, la piazza è per tutti».
L’ex Pip poi è stato affidato alla parrocchia San Gaetano, dove don Maurizio Francoforte lo ha incaricato di custodire e tenere pulito il terreno di via Fichidindia in cui sorgerà la nuova chiesa. Appena ieri il parroco ha appreso di quanto era accaduto, è rimasto sconvolto: «Massima solidarietà da parte nostra a Maurizio Artale. Ho parlato con quest’uomo che, a mente serena, si è reso conto della gravità di quello che ha detto, si è dichiarato disponibile a chiedere scusa pubblicamente, a buttare a terra l’abuso. Io gli consiglierò di presentarsi alla polizia per chiarire la sua posizione».
Artale è stato inondato da attestati di solidarietà. A cominciare dal sindaco Leoluca Orlando, che si è recato al Centro e ha incontrato i volontari, e dall’assessore alla Cittadinanza sociale, Giuseppe Mattina: «Siamo e saremo tutti presenti perché nessuno resti isolato e perché continui il lavoro intrapreso». Di «vili intimidazioni» parla il segretario provinciale di Idv, Paolo Caracausi. E «l’illegalità, la prepotenza e il crimine si combattono quotidianamente con l’impegno sociale e a favore dei più bisognosi» aggiunge Sandro Terrani, capogruppo del Mov139.

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