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Parchi e centri sportivi "I nostri spazi per i bimbi nel rispetto delle regole"

Il Parco della Salute e il centro Padre Nostro si dicono favorevoli ad ospitare i pił piccoli "Quando scatterą la fase 2, a turni e con le debite distanze"

data articolo 17/04/2020 autore La Repubblica categoria articolo RASSEGNA
 
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Parchi e centri sportivi 'I nostri spazi per i bimbi nel rispetto delle regole'
Foto tratta dall'articolo de La Repubblica

Nelle ultime due settimane, 130 bambini con disabilità hanno varcato l’ingresso del Parco della Salute al Foro Italico per passeggiare all’aria aperta e respirare l’odore del mare. Un accordo con il Comune che dava seguito a una direttiva del presidente della Regione, Nello Musumeci, ha permesso ai minori più fragili di recuperare un contatto con la realtà mettendo in primo piano il loro benessere. Adesso, l’idea di Daniele Giliberti, amministratore delegato di Vivi sano onlus che gestisce il parco, è provare a strutturare dai primi di maggio, un ingresso contingentato e protetto all’area verde per tutti i bambini.

«Abbiamo un’interlocuzione avviata con il Comune - dice Giliberti - con cui abbiamo già recepito la direttiva di Musumeci rivolta ai minori con disabilità intellettiva e relazionale. Con tutta la cautela e la grande attenzione che il momento richiede per evitare il contagio del coronavirus, si può pensare di fare entrare al parco a piccoli gruppi, sempre con un “fast pass” per i bambini disabili, che non devono attendere in coda. Tutto questo, però, dopo il 3 maggio, allo scadere del decreto per capire quale sarà lo scenario in quel momento».

Fra le ipotesi anche suddividere il parco in diverse aree in modo da fare tornare più facilmente i bambini. «Con il giusto turn over – dice Giliberti- si potrebbe garantire una ventina di minuti all’aria aperta a ciascun bambino. C’è un confronto costante su questi temi all’interno della nostra associazione (che ha a capo Toti Amato, presidente dell’ordine dei medici di Palermo) composta anche da epidemiologi e neuropsichiatri. Tutti consigliano comunque grande senso di responsabilità nella riattivazione del parco. E da loro ci faremo guidare nel scelte future».

La possibilità di fare giocare all’aria aperta i bambini e i ragazzi, almeno una volta alla settimana, è quello che chiedono oltre 100 rappresentanti della società civile, genitori e non, fra magistrati, professori e avvocati, che hanno sottoscritto una lettera-appello alla redazione di “Repubblica”, denunciando il malessere degli under 18,dopo quasi due mesi di reclusione a casa. Chiedono «non un via libera alle uscite, ma consentire ai giovani di non ammalarsi come invece sta accadendo dentro le mura domestiche».

Fra i firmatari dell’appello anche Maurizio Artale, presidente del centro Padre Nostro di Brancaccio che mette a disposizioni i due centri sportivi gestiti dal centro nel quartiere.

«Condivido pienamente il contenuto della lettera – dice Artale- i decreti si sono dimenticati dei bambini che sono di fatto i più penalizzati da questa situazione di emergenza. Prima dello stop totale, per i nostri bambini avevamo organizzato delle entrate nei campi sportivi a piccoli gruppi. Tutto con la vigilanza dei nostri operatori protetti dai dispositivi. Si potrebbe tornare a quella soluzione visto che si inizia a pensare alla fase 2 dell’emergenza e che la Sicilia non ha lo stesso numero di contagi delle altre regioni. Con l’incalzare della bella stagione potere permettere ai bambini uno spazio all’area aperta sarebbe fondamentale».

Il centro Padre Nostro pensa a un calendario settimanale per raggiungere i 150 bambini che di solito frequentavano i centri sportivi. Uno in via San Ciro di 6 mila metri quadrati e un altro in vicolo Cappello, sempre a Brancaccio, di 1500. «Sempre mantenendo la distanza i bambini possono giocare – dice Artale- Il centro con i suoi operatori si prende la responsabilità di organizzare gli spazi in sicurezza. Disinfettando tutto quello che viene utilizzato». Nei campo sportivi di Brancaccio ci sono anche scivoli, altalene e il campo da bocce. «Anche la proiezione di un cartone animato all’aria aperta -dice Artale- posizionando le sedie almeno a due metri di distanza. Con l’estate alle porte, garantire uno spazio del genere ai minori, sarebbe un passaggio graduale verso la normalità».

-c.b.

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