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Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS
Fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991. Eretto in ente morale con D.M. del 22.09.1999
Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus

Centro Padre Nostro, primi interventi «Ma la crisi continua»

Brancaccio, rimborsi a scaglioni

data articolo 17/11/2020 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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Lo scorso agosto, Maurizio Artale presidente del centro d’accoglienza «Padre Nostro» di Brancaccio fondato da padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia nel 1993, per sostenere famiglie e persone che versano in condizioni di grande disagio sociale, economico e culturale – aveva lanciato l’allarme: «Non riesco più a guardare in faccia i ragazzi presenti al centro. Non riesco a dire loro che possiamo avere speranza e fiducia nelle istituzioni. Da due anni a questa parte c’è il vuoto assoluto e un preoccupante rimballo delle responsabilità». Perché da oltre un anno - precisamente da luglio 2019- l’associazione non aveva ricevuto dal Comune le somme per servizi già erogati e fatturati. Che, secondo la legge, l‘amministrazione pubblica dovrebbe pagare all’ente entro 120 giorni. Una cifra che ammontava a circa 400 mila euro e ora notevolmente ridotta a 156.640,58 euro. Sebbene l’amministrazione abbia pagato parte delle fatture, per il centro Padre Nostro continuano i problemi. «Intanto i soldi dell’amministrazione comunale sono arrivati circa tre mesi dopo la pubblicazione dell’articolo sul giornale di Sicilia e non dieci giorni dopo come l’assessore Giuseppe Mattina aveva dichiarato», dice Artale. «L’ente – prosegue- è stato pagato a scaglioni e non si capisce perché. Nel momento in cui è stata istruita la pratica, perché non è stata versata tutta la cifra? Ho messo in cassa integrazione il 70 per cento dei dipendenti del centro, soldi che ancora il governo non ha sbloccato. Abbiamo una scopertura con le banche di un milione di euro. E’ fondamentale venire pagati ogni mese. Devo dare lo stipendio ai dipendenti, devo fare mangiare gli utenti. Non so più cosa fare. Fortunatamente ho dei beni che sto mettendo a garanzia delle banche ma la situazione è difficile. Non posso più accedere ad alcun credito». L’assessore alla Cittadinanza Solidale, Giuseppe Mattina, chiarisce: «Le determine di pagamento sono pronte, tranne ovviamente quelle di novembre, e saranno liquidate nei prossimi giorni. Vorrei sottolineare, però, che rispetto a sei mesi fa i tempi si sono ridotti oltre il 50 per cento. Adesso con il centro «Padre Nostro» abbiamo un ritardo di soli quattro mesi che sono pochissimi rispetto a quelli precedenti.  Abbiamo recuperato». Effettivamente il recupero c’è stato, anche perché alla voce dei crediti del centro «Padre Nostro» vantati nei confronti dell’amministrazione comunale, l’attività più vecchia già svolta risale allo scorso maggio. Tutto il resto fa riferimento a prestazioni erogate più recentemente. Nello specifico nei mesi di settembre, ottobre e novembre per il cui pagamento il Comune non può essere considerato in ritardo. Insomma i soldi dovrebbero arrivare a breve nelle casse del centro. Ma ci sarebbe un intoppo. E cioè il mancato rinnovo, da parte del centro Padre Nostro, del durc (documento unico di regolarità contributiva) che non consentirebbe all’amministrazione comunale l’erogazione della cifra.  «E’ vero» ammette Artale. «Però» - Aggiunge- non capisco come mai, quando il durc è valido il Comune inanella ritardi su ritardi. Quando è scaduto, invece, i soldi sono pronti per essere versati. Inoltre il rinnovo del durc ha un costo molto oneroso per le nostre casse e non capisco perché non si pensi ad una legge di compensazione che potrebbe dare una mano a molte Onlus. E’ il sistema sbagliato. E’ il classico cane che si morde la coda.

Ancora da versare rimangono 156 mila euro, l’assessore Mattina: «Siamo pronti a liquidare tutto».

di Giorgio Mannino

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