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Lorefice ricorda padre Puglisi: la sua figura un dono per noi

Al via le manifestazioni per commemorare il prete ucciso ventinove anni fa

data articolo 15/09/2022 autore Giornale di Sicilia categoria articolo RASSEGNA
 
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Articolo del Giornale di Sicilia del 15 settembre 2022
Lorefice ricorda padre Puglisi: la sua figura un dono per noi

“E con lui tutti i martiri della mafia in questa nostra città”

L’arcivescovo sottolinea: cercò le strade per aiutare l’uomo

Per tutti i cittadini è tempo di ricordare la figura di don Pino Puglisi ucciso a Brancaccio ventinove anni fa e la sua eredità nella lotta alla criminalità organizzata. La Diocesi, grazie alla collaborazione del Comune e della Regione, ha dato il via venerdì al percorso di preghiera e riflessione sulla figura del beato che terminerà il 21 ottobre. Le manifestazioni hanno ottenuto la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il cuore pulsante sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Corrado Lorefice in Cattedrale oggi, alle 18, al termine della quale sarà posto un fiore sulla tomba del martire. Saranno presenti insegnanti di religione e delle altre discipline delle scuole dell’Arcidiocesi e i docenti della Scuola teologica di base.

“Padre Pino Puglisi e con lui tutti i martiri della mafia in questa nostra città, sono un dono per noi: intonano con gioia per l’intera umanità il canto nuovo, il canto della Pasqua, che nasce dalla certezza che ogni vittima per amore vincerà sul male e sulla morte e ogni piccolo”, dichiara l’arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice.

Nello stesso giorno di 4 anni fa, Papa Francesco è arrivato in città per ricordare che il posto della Chiesa non è dentro una stanza chiusa ma in mezzo alle strade, tra i piccoli e gli emarginati, come ha ricordato il vescovo: “Continua a dirci, don Pino, che scoprire la gioia di questa fatica, la gioia della condivisione di questi passi, anche quando sono sofferti, è ciò che scatena la ribellione del male che vuole invece, mettere gli uomini l’uno contro l’altro: l’uno pronto ad usare l’altro, a distruggere l’altro, a praticare la fallace arroganza del dare la vita e la morte all’altro”.

Ma è proprio nella morte, come offerta della propria vita in nome della giustizia e della volontà di Dio, che 3P ha consegnato ai cittadini una testimonianza di rinnovamento per la città, soffocata da un ventennio da una cruda lotta tra cosche e che ha fatto sprofondare la città nel caso dell’illegalità: “I martiri sono coloro che rinnovano la propria vita l’annuncio del Regno, il segno grande dell’amore che feconda il mondo, per donare nuovamente a Dio gli spazi dell’esistenza attraverso sguardi trasfigurati, rivolti all’eminente dignità dei poveri, dei sofferenti”.

“A lungo - si legge nella lettera – don Pino aveva cercato le strade per aiutare l’uomo. E alla fine era ritornato all’inizio, al principio: alla Parola di Dio e alla vita consegnata ai fratelli”. E conclude: “uno di noi, don Pino, impegnato lungo le strade della vita a sopportare le sofferenze sue e dei fratelli, impegnato sulle strade della città ad adempiere con umiltà il suo ministero”. Tra gli appuntamenti che si terranno fino ad ottobre ricordiamo quello di domenica 25 settembre alle 21, presso il Centro polivalente sportivo Padre Pino Puglisi & Padre Massimiliano Kolbe, in cui si terrà lo spettacolo “La vita è un sogno e il sogno è realtà” a cura di Aida Satta Flores. E ancora quello di giovedì 20 e venerdì 21 ottobre a piazzetta Beato Padre Pino Puglisi per La Via dei Librai a cura dell’Associazione Cassaro Alto.

Venerdì 23 settembre alle 11, in via Chiavelli verrà inaugurato lo spazio gioco Beato Giuseppe Puglisi e Santa Rosa Venerini a cura del Circolo Acli Padre Pino Puglisi (progetto finanziato da Impresa sociale con i bambini); infine venerdì 21 ottobre alle 18, presso la Cattedrale il vescovo Lorefice presiederà una messa per la memoria liturgica di 3P.

Momenti di preghiera e riflessione nella chiesa Santa Maria della Pietà dove fu battezzato

Brancaccio e Kalsa insieme nel segno di 3P

Artale del Centro Padre Nostro: si rafforza il legame tra le due comunità

Per comprendere le ragioni dietro le azioni di un grande uomo, è importante ripercorrere il suo passato e le sue radici. E’ ciò che è stato fatto martedì sera nel ricordare l’operato di don Pino Puglisi nel luogo del suo battesimo, presso chiesa di Santa Maria della Pietà alla Kalsa, attraverso un momento di adorazione eucaristica presieduta dal parroco Giuseppe di Giovanni.
E’ il terzo appuntamento del percorso avviato venerdì dalla Diocesi in occasione del ventinovesimo anniversario della morte di 3P. Presenti tanti parrocchiani insieme con la Onlus Centro di Accoglienza Padre Nostro.

Assieme al ricordo di don Pino, padre Giovanni ha voluto dedicare una preghiera anche alla guerra in Ucraina: “Ho avuto l’onore e il piacere di conoscere don Pino Puglisi fin da bambino, quando insegnava a religione al liceo Vittorio Emanuele II e di averlo avuto successivamente come guida spirituale durante il mio percorso in seminario – commenta Padre DI Giovanni -. Ho voluto dare risalto ai momenti di silenzio, come solea fare don Pino, perché credo siano l’anticamera per una preghiera efficace e per comprendere la volontà di Dio, che sicuramente chiede la pace”.

Tanti i giovani presenti, soprattutto proveniente dal Centro Padre Nostro. In prima fila il direttore Maurizio Artale: “Essere qui significa stringere un legame più forte, di anno in anno, tra la comunità della Kalsa e quella di Brancaccio. Con me ci sono i membri effettivi e i ragazzi del servizio civile insediatisi da tre mesi. Proseguiamo l’opera di don Pino stando accanto agli ultimi della nostra società, dai bambini, agli adolescenti, alle donne vittime di abusi, dei detenuti in esecuzione penale esterni. L’obbiettivo è di reintegrare più persone possibili, fornendo servizi ed essendo vicini nello spirito”.

Da tempo si spende nel Centro il ventenne Mirco Mercurio, nato e cresciuto a Brancaccio: “Fin da bambino ho iniziato il doposcuola per poi entrare effettivamente nel Centro, svolgendo diverse mansioni. Mi ha fatto crescere emotivamente ed umanamente. Ho potuto conoscere diverse realtà disagiate. Ne ho visti tanti salvati dalle brutture della strada”.

Il Centro funge da snodo per il servizio civile, come testimonia Marta Cricchio: “Conoscevo già questa realtà avendola frequentata anni prima da esterna. Spesso le famiglie sono assenti. Molti bambini, parlando tra di loro, si avvicinano senza nemmeno il coinvolgimento dei genitori, essendo attratti come da una calamita, che è la spiritualità di 3P”. E conclude: “Come i giovani sono liberi di scegliere cattive strade, sono liberi di cambiare il loro futuro”.

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