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Droga, stupri e gang. Generazione fragile che però nessuno aiuta

data articolo 17/02/2023 autore La Repubblica categoria articolo RASSEGNA
 
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Droga, stupri e gang. Generazione fragile che però nessuno aiuta
Articolo de La Repubblica del 17 febbraio 2023

Sono trascorse appena tre settimane dal grido dall’allarme del presidente della Corte d’appello di Palermo, Matteo Frasca, all’inaugurazione dell’anno giudiziario: «Dopo la pandemia stenta a ripartire l’attività della gran parte degli operatori sociali, sanitari, educativi». E nessun dibattito si è aperto. Nessun intervento della politica, o delle pubbliche amministrazioni. Eppure, le parole dell’alto magistrato erano state precise dopo aver passato in rassegna gli ultimi dati che raccontano la recrudescenza della criminalità minorile. E la cronaca non smette di offrire racconti drammatici. L’ultimo episodio scoperto dalla magistratura svela cosa c’era dietro il suicidio di una 17enne di Agrigento, avvenuto cinque anni fa: una violenza di gruppo commessa da quattro ragazzi.

«Sul fronte del disagio giovanile, è necessario un impegno corale», dice Maurizio Artale, il presidente del Centro Padre Nostro di Brancaccio: «Ha ragione il presidente Frasca. E le istituzioni che fanno? Comune, regione e governo nazionale dovrebbero sedersi attorno a un tavolo per disporre interventi organizzati e strutturati, che diano sostegno effettivo e continuità a chi opera sul territorio.» Artale spiega che il Comune di Palermo gestisce annualmente un bando per le associazioni di volontariato: «E’ venuto il momento di fare un censimento di chi effettivamente opera nei quartieri – dice – per poi varare finanziamenti triennali, gli unici che possono assicurare continuità di intervento.»

E, invece, ci sono ancora troppi vuoti. Che rischiano di pregiudicare anche i risultati ottenuti dalla magistratura. «Il livello di adeguatezza dell’intervento giudiziario – ha detto anche questo il presidente della Corte d’appello di Palermo – dipende strettamente dal modo in cui le altre istituzioni preposte alla tutela dell’infanzia svolgono il proprio ruolo». Il bilancio attuale è assolutamente negativo. Inevitabile partire «dalla sproporzione fra i bisogni del territorio e le risorse dei servizi sociosanitari», dice Frasca. Né i Comuni, né la Regione hanno risposto. Vale la pena di rilanciarla quella denuncia fatta nell’aula magna dove campeggiavano le foto di Falcone e Borsellino: «C’è una penuria di personale davvero insostenibile – ha detto ancora Frasca – tanto che molti Comuni del distretto sono sforniti di assistenti sociali» e c’è anche una «inconcepibile carenza di investimenti».

Il risultato di tutto questo sta nei numeri. Inclusi quelli in negativo, che bisogna saper interpretare per comprendere il reale quadro della situazione. In ambito civile, ad esempio, a Palermo si registra un calo del 9,16% di minori segnalati, tuttavia il dato, spiega il presidente della Corte d’appello, «è ben lungi dall’indicare la parallela riduzione di fenomeni di maltrattamenti, trascuratezza ovvero violenze intrafamiliari». Al contrario, i reati e il disagio saltano fuori solo quando a intervenire sono le forze dell’ordine perché strumenti e protocolli che avrebbero potuto far emergere prima i problemi sono stati depotenziati.

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